N
‘N in
‘Na una
‘Na ‘ntìcchia un poco, un pochettino
‘Na fìtta un dolore acuto, una stilettata
‘Na ‘ntòppa un pezzetto, un frammento, un avanzo
‘Na pìcca un po’, un pochettino, una quantità esigua
‘N’àdda ne deve (‘n’àdda fà camìn’)
‘Na vòt’ una volta
N’àiu ne ho
N’àm’ ci siamo (n’àm’ abbuttàt’ i ciràs’); anche dobbiamo
N’àmu dobbiamo; anche andiamo
Nàca (dal greco nàke = vello lanoso) culla; anche altalena. Curiosità. La culla nelle case dei contadini era formata da due funi parallele, distanti fra loro circa 50cm, sulle quali era messa una coperta o lenzuolo di ginestra, piegato e legato. A casa la culla era sopra
il letto; in campagna, quando le contadine erano al lavoro, fra due rami o due alberi oppure consisteva in una cesta grande o “spòrta” con paglia interna
Nacà/nnacà cullare, dondolare
Naccarèdd’ (dall’arabo naqqāra = timpano) nacchere
Naccarèdda (termine di influenza fortemente napoletana, nacchenello/a, fariniello) figura tipica della cultura tradizionale popolare partenopea, usato per riferirsi ad un maschio con espressività marcatamente femminile (o viceversa); usato come sinonimo di femminiello o, quanto meno, di un uomo cui piacciono chiacchiere e ‘nciuci donneschi. Curiosità. “Alla fine dell’Ottocento gli eccentrici/finti raffinati, definiti con una voce inglese di metà
secolo, “snob” (cittadini di basso ceto, grossolani arrampicatori sociali), giravano per Napoli con il monocolo, segno di gusti raffinati. Il termine deriva all’espressione francese: il n’a que un oeil (ha un solo occhio) che i napoletani trasformarono in nacchenello (o nacchenella). Il termine fu subito utilizzato dagli scugnizzi per sbeffeggiare tutti quelli che, ostentando una raffinatezza esagerata, si aggiravano tra l’Ottocento e i primi anni
del Novecento per le vie centrali della città, imitando in modo cafonesco le usanze francesi e inglesi, ritenuti i detentori della vera eleganza. Questi damerini (in inglese dandy, termine dall’etimo incerto) indirizzavano spesso leziosi complimenti alle
dame, socchiudendo l’occhio non provvisto dell'occhialino; e si muovevano agitando ‘o sicchipenze, (un bastone da passeggio inglese ottocentesco, il cui costo era appunto di six pence (mezzo scellino). Ai complimenti, però, non seguivano mai altre avance e ben presto il popolino dedusse che dietro quella ricerca di eleganza e dietro alla sua ostentazione, spesso accentuata da un modo flessuoso di camminare, ci fosse una sorta di imitazione di genere”. Da: Del parlar napoletano. Manualetto per tutti - di Renato De Falco
Nachitijà dondolare; camminare dondolandosi
Nàffita gasolio, nafta
Nammàt’ molto, tanto, parecchio, un mucchio
Nanàss’ (dal lat. scient. ananas) ananas
Nanchìa imbianca; sta maturando, in via di maturazione
Nanchià imbiancare, tinteggiare
Nànna/nannarèdd’ nonna, nonnina (vàju addùe nànna)
Nànn’/nannùzz’ nonno, nonnino
Nànt’/annànz’ (dal lat. antĕ) davanti, innanzi
Nàppa naso grosso, nasone (dal longobardo nappa: anche in Veneto Friuli ha lo stesso significato)
Nàrd’/Linàrd’ Leonardo
Nàs’ (dal lat. nàsica) naso, narici; anche fiuto
Nàs’ stuòrt’ letter. naso storto; significato figurato di persona un po’ contorta, poco raccomandabile, che si fa rispettare
Nàsca (dal lat. parlato nàsica) narice, naso; naso camuso (schiacciato)
Nàsca ‘i pìpp’ naso grosso, gonfio, allungato
Nasià/nausià schifare, provare disgusto
Nascunnùt’ nascosto
Nascùt’ munito di naso con narici larghe; persona ostinata, caparbia, superba, con la puzza sotto il naso; permalosa
Nàspr’ (dal greco àspros = bianco) glassa di zucchero e bianco d’uovo
Nàssa (dal lat. nassa) attrezzo per la pesca di crostacei e molluschi
Nàta un’altra; anche nata; nuota
Natà (dal lat. natare) nuotare
Natàl’ (dal lat. natalis = natalizio, che riguarda la nascita) Natale; anche natio, nativo, originario
Natalìs’ Natalisa; anche tipo di fico
Natavòt’ un’altra volta, nuovamente
Nàtica (dal lat. natis = sedere) natica, pacca, gluteo
Natichià sculettare, camminare dondolandosi
Naticchia/natìcola nottolino, nottolino di legno
Natìv’ nativo, natio, originario
Navètt’ (dal franc. navette = piccola nave; anche per influsso dell’ingl. shuttle = spola, navetta) dispositivo armato di bobina che passa avanti e indietro tra i fili dell’ordito, spola, spoletta; servizio pubblico di trasporto, svolto da un veicolo o convoglio che collega
due luoghi, andando avanti e indietro a intervalli regolari
Nàvich’ navigo, viaggio
Navitèdd’ grosso chiodo ricurvo
‘Ncacaglià tartagliare; impappinarsi
‘Ncacagnàt’ cresciuto poco e male; malandato
‘Ncacanà accosciare, accovacciare, accoccolare, bassare
‘Ncacanièdd’ accovacciato, abbassato
‘Ncàcc’ cercare, rintracciare; anche cacciare
‘Ncacchià incazzare, incavolare, arrabbiare, infuriare
‘Ncafunàt’ villano, zotico, incafonito
‘Ncafurchiàt’ (probabilmente dall’antico spagn. cabuerco = buco, dal latino cavus = cavo) rintanato, raccolto su se stesso, sprofondato, infilato in una buca, intanato
‘Ncaglià infilare in una fessura, in un buco; incastrare
‘Ncagliàt’ panno sporco resistente ad ogni lavaggio; anche infilato in una fessura, in un buco, incastrato, intoppato
‘Ncàgn’ collera, rabbia; anche in cambio
‘Ncàgna broncio, cruccio; si indigna, si incavola
‘Ncagnàt’ incavolato, immusonito, con il broncio; avvilito, dispiaciuto
‘Ncamàt’ (forse per assonanza dal lat. camus = cavezzone, museruola: di chi presenta una maschera sul muso; oppure dal greco chàmos = sfinito, spossato, affievolito) attonita, a bocca aperta, sbalordita, aspetto di chi ha grande fame, istupidita, affamato, mai sazio;
persona che mangia con ingordigia senza offrire; anche avaro, spilorcio
‘Ncaminà incamminare, avviare; incominciare
‘Ncammiu in cambio
‘Ncanciddàt’ il termine è riferi to alla consistenza della pasta lievitata del pane,
cioè quando assume la densità simile a quella di una spugna e quindi pronta per essere infornata
‘Ncànn’ (dal lat. medievale canna = gola) in gola, nel gargarozzo; anche voglia, desiderio. Ca ti vò rimàn’ ‘ncànna = che ti possa restare in gola
‘Ncannaccàta (dall’arabo kannaqa) ingioiellata con eccessiva dovizia di collane
e cannacche = ornamenti
‘Ncannarutìre ingolosire, attirare, invogliare, allettare, suscitare desiderio
‘Ncannata soffitto; tettoia fatto di canne
‘Ncànt’ (da incantare) incanto, fascino, meraviglioso; anche vendere all’asta (dal lat. mediev. in-quantum, cioè in quantum? “a quanto, a che prezzo (si offre)? che consiste nel vendere un bene al miglior offerente: vendere, comprare all'incanto = asta)
‘Ncantaràt’ (dal lat. cantharus e dal greco kantharos = vaso) carne di maiale, di solito costicine/costine, conservata sotto sale (’ntù càntaru = recipiente cilindrico di terracotta)
‘Ncantà (dal lat. incantare, comp. di in +cantare, nel sign. di recitare la formula magica) distrarsi, incantarsi
‘Ncantàt’ frastornato, distratto, confuso
‘Ncàp’ (dal tedesco kopf = testa, in alto); in testa, sopra, su, in alto; anche fino a…, entro a…
‘Ncàp’ a pòch’ di lì a poco, dopo un momento
‘Ncaparrà accaparrare
‘Ncapocchià munire di capocchia; incappellare, coprire; opposto: scapucchiá
‘Ncàpp’ chi ci capita, incorre, incappa
‘Ncappà (dal lat. in + càpulus = cappio) incappare, incorrere, cadere in trappola, capitare, imbattersi; prendere, pigliare
‘Ncappàt’ capitato senza volerlo, preso, caduto in trappola
‘Ncappiddà accapigliarsi, prendersi per i capelli, litigare
‘Ncappiddàt’ accapigliato, venuto alle mani, bisticciato
‘Ncappottà capovolgere, ribaltare
‘Ncapriccià invaghirsi, lasciarsi prendere da un desiderio
‘Ncappucciàt’ lattuga incappucciata (lactuca sativa); anche incappucciato
‘Ncapunì/à ostinarsi, accanirsi, intestardirsi, insistere
‘Ncapunàt’ ostinato, accanito, caparbio, cocciuto, testardo
‘Ncarà rincarare, aumentare il costo, il prezzo
‘Ncarcà spingere, premere, calcare
‘Ncarcàt’ incalcato, premuto, calcato
‘Ncarcagnàt’ senza collo, con la testa affondata nelle spalle
‘Ncarmà (dal lat. carmen = formula sacra) preghiera formata da parole e da atti con cui si credeva si potesse togliere il malocchio o lo scongiuro; benedire
‘Ncarnà incarnare, crescere dentro la carne (unghia); conquistare; anche prendere un’abitudine, indurre, essere assiduo, essere attratto fino a dipendenza
‘Ncarnàt’ che ha colore rosa pallido, color carne; anche preso un’abitudine
‘Ncarrà/‘ngarrà (dallo spagn. engarrar = afferrare con gli artigli, da garra = artiglio) indovinare, azzeccare; trovare una soluzione, riuscire in una cosa, cogliere nel segno
‘Ncarricà farsi carico; preoccuparsi; anche fregarsene, non preoccuparsi,
non darsene cura, non gravarsi di un incarico, non darsene pensiero
‘Ncartamiènt’ insieme di documenti, incartamenti
‘Ncasà (dal greco egkápto = ingoio, spingo in fondo o anagkàzo = premere;
oppure dal tardo-latino incapsare>inca(p)sare) spingere dentro, stipare, conficcare, pressare; anche tornare a casa. Ncasà ‘a màn’ = calcare (con) la mano; aumentare, accentuare, insistere
‘Ncascià (da cascia = cassa, baule) mettere dentro la cassa, incassettare; anche incassare, conservareo riporre nella cassa. Curiosità. La pasta ‘ncasciata è un primo piatto tipico meridionale, cotto al forno e a base di maccheroni, salsa di pomodoro, uova sode,
carne e melanzane a cubetti. Il personaggio che l’ha resa molto nota è stato il commissario Montalbano, ideato da A. Camilleri
https://www.quicosenza.it/news/magazine/ricette/7484-pastancasciata
‘Ncasiddàt’ (riferita a pagnotta di pane ben alveolata, le bolle nella mollica si chiamano appunto alveoli) alveata, bucherellata; impasto di farina ben lievitato; anche incasellato
‘Ncasi(u)mài nel caso che, se per caso, se mai
‘Ncastàgn’ sorprendere qualcuno in errore; nel gergo della malavita arrestare,
mettere ai ferri
‘Ncastrà incastrare; incastrarsi
‘Ncatarràt’ costipato, pieno di raffreddore
‘Ncatasciàt’ (da cascia = cassa, baule) scontroso, scorbutico, chiuso di carattere;
è un termine dialettale siciliano che indica un cassettone, dove le donne tenevano la loro biancheria; anche raffreddato, chiuso con difficoltà respiratorie e insistente tosse catarrosa
‘Ncatastà (dal greco katástasis = collocazione) da cui accatastare, formare una catasta
‘Ncatinà incatenare, legare, imprigionare; ostacolare
‘Ncatinàt’ legato con la catena
‘Ncatinazzà mettere il catanaccio, chiudere ermeticamente
‘Ncatramà catramare, coprire di catrame
‘Ncattivà (da “cattiva” = vedova) diventare, restare o rimanere vedova
‘Ncatturà impigliarsi, avvilupparsi, aggrovigliarsi; avvolgere
‘Ncavà (dal lat. incavare, comp. di in + cavare = scavare) incavare, rendere cavo; infossare
‘Ncavàdd’ in groppa, a cavallo (nà vòta appirùn’ ‘ncavàdd’ a lu ciùcciu)
‘Ncavarcà accavallare, incrociare, sovrapporre
‘Ncavarcàt’ accavallato, sovrapposto (tiègn’ ‘nu nièrv’ ‘ncavarcàt’ = ho un nervo accavallato)
‘Ncavàta (dal lat. incavare, comp. di in + cavare = scavare) incavata, scavata
‘Ncazà (dal lat. medievale incalciare) incalzare
‘Ncazzà (dallo spagn. enfadado) arrabbiarsi, adirarsi, infuriarsi
‘Ncazzillàta rete da pesca da posta
‘Ncazzamiènt’ arrabbiatura
‘Ncazzùs’ facile all’ira, stizzoso
‘Ncenzià adulare, incensare
‘Ncèra in faccia (guardàm’ ‘ncèra = guardami in faccia)
‘Nchiaccà/‘nchijaccà prendere col… o mettere il cappio, il laccio, accalappiare;
mettere il guinzaglio
‘Nchiàcca càn’ accalappiacani, acchiappacani
‘Nchiaccàt’/‘nchijaccàt’ accalappiato, preso al cappio; anche persona oppressa da problemi
‘Nchiagàt’ (dal lat. plaga = piaga) ricoperto di piaghe
‘Nchiàmbara/scilinguàta frittata di farina di mais, cipolla e “fisuràglia” o fiori di sambuco = maju, in questo caso prende il nome di majatica (anche solo farina di grano e cipollotti senza uova) impastate insieme e cotta in padella o in forno
‘Nchiàna sali, vieni qui; anche in piano
‘Nchianà (dal lat. implanare) salire, andare sopra, inerpicarsi
‘Nchianà ‘i càzz’ fare alterare, arrabbiare, adirare
‘Nchianàta salita, ascesa
‘Nchiantà piantare, impiantare; anche abbandonare
‘Nchianu (dal lat. planus) piano, pianura
‘Nchiappàt’ attaccato, appiccicato
‘Nchiappùs’ appiccicaticcio, colloso, vischioso
‘Nchiarà albeggiare, farsi giorno; anche schiarire, chiarificare, illimpidire
‘Nchiàstr’ (dal greco émplastron, lat. emplastrum = unguento) impiastro, impacco; poco pratico
‘Nchiatràt’ gelato, quasi congelato dal freddo, infreddolito
‘Nchiattà ingrassare, diventare obeso, grasso
‘Nchiavicà sporcare: da “chiavica” (lat. cloaca)
‘Nchiettà (dal lat. plèctere = intrecciare. Con proclitica iterativa, ad+plectere,
da cui applettere, cambio di coniugazione > applettare > acchiettà >‘nchiettà) intrecciare, incrociare, unire
‘Nchiettàt’ intrecciato, attorcigliato; anche ac coppiato
‘Nchinà inchinare, piegarsi
‘Nchionchiari/‘nghjonghjari fusilli, pasta fresca fatta in casa con il ferro delle calze
‘Nchiòv’ inchioda, ferma, blocca; anche incastra, mette alle strette
‘Nchipp’ imbroglio; inghippo
‘Nchiuchiulià imbrogliare, aggirare, gabbare
‘Nchiùmm’ a piombo, perpendicolare
‘Nchiummà (dal lat. plumbum = piombo) appesantire, impiombare; bloccare di colpo, frenare, inchiodare; anche bere avidamente
‘Nchiummàt’ appesantito, bevuto avidamente (sensazione di pesantezza di stomaco, mangiato troppo); tiro a tutto braccio nel gioco della trottola (strùmmul’); bloccato di colpo
‘Nchiùr’ (dal lat. classico clàudere) chiudi, serra
‘Nchiùrere chiudere, serrare, sbarrare, ostruire
‘Nchiuvà (dal lat. volgare claudu) inchiodare, fissare con i chiodi
‘Nchjimmà imbastire (v. gnimmà)
‘Nchjìn’ in pieno; spesso, tagliato grosso, consistente
‘Ncialàt’ (forse dallo spagn. chalar = instupidire o dal lat. in coelum = in estasi) rimasto senza parole, frastornato, a bocca aperta; rincoglionito (s’è ‘ncialàt’ r’avànt’ a la tilivision’)
‘Nciampicà inciampare, incespicare, porre il piede in fallo
‘Nciancianàt’ è intraducibile con una sola parola: cianciàna = campanello o sonaglio, il termine è più suono onomatopeico che vocabolo semantico per indicare sottigliezza, gracilità per come si è ridotto un amico; anche imbellettato
‘Ncianciarià cianciare; imbellettare
‘Nciaramilàta tetto di coppi, copertura della casa con tegole
‘Nciarmà (dal franc. ant. (en)charmer) incantare, affascinare, stregare; anche fare un discorso lungo e noioso, tiritera
‘Nciàrmo (dal lat. carmen = incantesimo, formula sacra; o dal franc. charme) incanto, stregoneria; anche piccolo bisticcio
‘Ncicà accecare, abbagliare, diventare cieco
‘Ncìdda (dal lat. anguilla) anguilla
‘Nciciulià arzigogolare; anchemagnificare, adulare
‘Nciènz’ incenso
‘Ncicquagliàt’ adornato in maniera esagerata e poco signorile
‘Ncignà (dal greco egkaínia = feste inaugurali, attraverso il lat. tardo encaeniare = inaugurare) incominciare, iniziare, avviare, principiare; anche inaugurare
‘Ncignùs’ (dal lat. ingeniosus) ingegnoso, versatile
‘Ncinàglia/‘nginàglia (dal lat. inguinalia) inguine, basso ventre. Dante (Inf. XXX, 50): “Pur ch’elli avesse avuto l’anguinaia”
‘Ncìnc’ Francesco
‘Ncinnirà sporcare di cenere, spargere cenere
‘Ncinniràt’ ricoperto di cenere
‘Ncinucchiùn’ in ginocchio
‘Ncìpp’ pizzicato, stretto (mi pigliàt’ ‘ncìpp’ ‘nu jìrit’)
‘Ncippà pizzicare, stringere; inceppare, bloccare
‘Ncipriàt’ incipriato, cosparso di cipria
‘Nciràta incerata; impermeabile di qualche anno addietro; tela cerata
‘Ncitrinà inacidire, diventare di colore giallo
‘Ncitrulì rincitrullire, rimbabire
‘Nciùc’ pettegolezzo, intrigo; compromesso, pateracchio
‘Nciuccàt’ ubriaco, sbronzato, avvinazzato
‘Nciucià pettegolare; unire insieme cose vere e cose false, imbastire cose false in modo che sembrino vere; sobillare
‘Nciurià/‘ngiurià insultare, offendere, ingiuriare, denigrare
‘Nciutì/à instupidire, diventare scemo; stordire
‘Nciutàt’ instupidito; abbindolato
‘Ncivò ci vuole, è necessario
‘Ncofonàt’/‘ncufunàt’ incurvato, ingobbito; rannicchiato, piegato
‘Ncòmit’ malore, svenimento
‘Ncòmmot’/scòmmot’ incomodo, disturbo
‘Nconcolò/è (dal greco gonghilos = arrotondato. Nell’italiano antico “gongola” era la ghianda; per Rohlfs, ma dubitativamente, dal greco gònghiulos = rotondo) portare un bambino a cavalluccio, a cavalcioni sulle spalle
‘Ncopanàt’ incavato, magro e curvo
‘Ncòra ancora, per il momento, tuttora
‘Ncorapopùl’ (dal lat. còram pòpulo) pubblicamente, davanti o in presenza
del popolo, sotto gli occhi di tutti, apertamente
‘Ncrapettà efferato rituale di ndrangheta e di mafia consistente nel legare alla vittima mani e piedi dietro la schiena e passargli la stessa corda attorno al collo, così da provocare con molta probabilità la morte per autostrangolamento
‘Ncrapicciàrs’ ostinarsi; anche innamorarsi
‘Ncriccà (dal lat. circus = cerchio, circonferenza) torcere, arricciare, increspare.
Si riferisce propriamente al baffo quando lo si torce e si acconcia per dargli una forma curva. Si ‘ncrìcca ‘u mustàzz’, dicesi di un uomo che per moto di sdegno si agita maltrattandolo in segno di rabbia e di minaccia
‘Ncriccàt’ corrugato, increspato (nàs’ ‘ncriccàt’=naso all’insù); anche facente
parte di una cricca, combriccola, ghenga; accavallare le gambe o le dita della mano
‘Ncrinàt’ (dal lat. inclinare) inclinata, pendente, storta
‘Ncrisciènz’ in crescita, crescenza (t’à ccattàt’ ‘u magliùn’ ‘ncrisciènz’? = ti sei comprato il maglione in crescenza?, cioè di taglia più grande)
‘Ncrisciusu/rincriscùsu negligente, ozioso, pigro, oltrone, scioperato, svogliato,
accidioso, abulico, apatico, fiacco, ignavo, indolente, inerte
‘Ncrispàt’ corrugato, increspato
‘Ncròccà agganciare, uncinare, afferrare; accavallare (le dita o le gambe)
‘Ncrùc’ in croce, mettere in croce, angustiare
‘Ncrùc’ e nùc’ lett. sulle croci e sulle noci, in modo incrociato; messo in croce,
costretto (m’à mmìs’ ‘ncrùc’ = mi ha messo in croce, afflitto, in difficoltà); fare le cose in modo disordinato, scriteriato, alla carlona
‘Ncrùc’ e nùc’ (dallo spagnolo crus e nuez) nodo; (a) diagonali incrociate, intrecciate;
anche come per dire “chiudiamola qui!”; “mettiamoci una pietra sopra e non ne parliamo più!”; “tu con me hai chiuso”. Il sostantivo noce è pronunciato solo per rima o assonanza rafforzativa
‘Ncruccà agganciare, arpionare, uncinare, appendere ad un sostegno; curvare;
aggraffare al crocco; anche accavallare
‘Ncrucchjà/‘ngrucchjà copulare, accoppiare, congiungere
‘Ncrucià incrociare; accavallare; incontrare; intersecare; ibridare
‘Ncrùs’ (dal lat. includere) incluso, inserito
‘Ncruscà rosolare, abbrustolire
‘Ncrustà incrostare, ricoprire di crosta
‘Ncucchià (dal lat. copulam, con sincope > copla > cochia > cocchia per geminazione consonantica postonica. Da cocchia, il verbo accucchià) mettere in coppia, accoppiare; avvicinare, mettere insieme
‘Ncùcchia insieme, in coppia
‘Ncuccià cogliere sul fatto, sorprendere, scoprire, incocciare; indovinare
‘Ncucunàt’ accovacciato; rannicchiato
‘Ncuddà incollare, attaccare, appiccicare; aderire
‘Ncùdin’/‘ncùrin’ (dal lat. incus-udis) incudine, attrezzo di fucinatori, fabbri,
meccanici, calderai
‘Ncuièt’/‘nquièt’ irrequieto, agitato, nervoso, ansioso, impaziente; preoccupato
‘Ncufuddà stivare, ammassare, insaccare, riempire con forza spingendo,
pigiare, comprimere. Potrebbe derivare dal latino follare = spingere, forzare
‘Ncufuddàt’ mangiato con ingordigia e voracità, trangugiato; anche insaccato,
compresso, pigiato
‘Ncufugnà far mangiare più del dovuto, far abbuffare
‘Ncufunàt’ affossato, incassato; piegato su se stesso, assai curvo, invecchiato;
letteralmente: pigiato in una cesta
‘Ncugliunàt’ impasto non lievitato, nodoso; rimpicciolito, ristretto, ritirato
‘Ncùgna percuote, pigia forte, spingi dentro. Si màrz’ ‘ncùgna ti fa carì l’ùgna = il freddo di marzo può congelarti le mani
‘Ncugnà (dal lat. in+cuneatus = ben fissato col cuneo, reso saldo) battere; mettere un cuneo; fissare; anche aggiustare, riparare. In modo traslato dare botte, anche amplesso
‘Ncugnàt’ sodo, compatto, massiccio, robusto, saldo, ben fissato; anche sbattuto, battuto
‘Ncùia/‘ncùja calca, pigia, preme; anche premi
‘Ncùiere/‘ncùjere comprimere, calcare, premere, pressare, schiacciare; sforzarsi, impegnarsi; anche leggero “lamento”, quel suono che emettiamo quando siamo impegnati in uno sforzo
‘Ncuit’/‘nquièt’ inquieto, agitato, insofferente, smanioso; anche sfotte, schernisce,
provoca
‘Ncuità/‘nquietà disturbare, sfottere, infastidire, inquietare, molestare, recare noia; irritarsi
‘Nculà (volgare) buggerare, frodare; anche sprofondare
‘Ncumbutta in combutta; mettere insieme alla rinfusa; unirsi con altri per fini poco lodevoli o per affari poco puliti
‘Ncumincià iniziare, incominciare, principiare, avviare
‘Ncumudà scomodare, incomodare, disturbare, infastidire
‘Ncùn’ qualcuno, alcuno (mo’ ca si risciùt’ à vist’ an-cùn’? = adesso che sei uscito hai visto qual-cuno?)
‘Ncunnàt’ (dal lat. cunnus) irretito da una donna a tal punto da non ragionare più
‘Ncuntrà incontrare, imbattersi, incrociare
‘Ncuntracòr’/cuntracòr’ controvoglia
‘Ncuntraggeniu/cuntraggeniu controvoglia
‘Ncunucchiàt’ inginocchiato; anche genuflesso, prostrato; arreso
‘Ncuocc’ se ti pesco, se ti pizzico; anche in grani
‘Ncuòdd’ (dal greco killos = curvo, ξολονε = colle/colonna) sopra, addosso, sul collo, a spalla; anche a suo carico. Oggi la locuzione “aìza ‘ncuòdd’ e camina” è un’esortazione a compiere un’azione senza perdere tempo, anche se si tratta di atti che non comportano
necessariamente spostamenti di oggetti e/o di persone e ‘ncuodd’ ha preso il generico significato di “addosso”. Curiosità. Un tempo, per evitare possibili danni fisicoartrosici,
si caricavano, sollevandoli rigorosamente a mano, pacchi e masserizie sugli asini, detti “ciùcc’ 'i fatìgh’”: questa espressione è poi passata ad indicare gli uomini che si sobbarcano lavori umili e faticosi
‘Ncuoppulà capovolgere, mettere sottosopra; coprire con la coppola, nascondere;
far morire sul nascere
‘Ncupà rintanare; oscurarsi in volto, farsi d’umore cupo
‘Ncurdulià attorcigliarsi, intorcinarsi, aggrovigliarsi, unirsi a treccia formando
un groviglio; ingarbugliarsi, imbrogliarsi
‘Ncurdunà intrecciare, attorcigliare
‘Ncurnicià incorniciare, inquadrare, contornare, delimitare
‘Ncurpà incolpare, dare la colpa
‘Ncurunà incoronare, cingere il capo con una corona o una ghirlanda
‘Ncùtt’/‘ngùtt’ (dal franc. côté = costato, fianco) stipato, stretto, pressato; fitto, folto
‘Ncuttià infoltire, infittire, mettere le cose il più vicino possibile; uno addossato all’altro
‘Ncutugnà (dal lat. in + cutùgno = dentro + mela cotogna, con aferesi: il significato metaforico nasce dalla fibrosità e dall’asprezza della mela cotogna rispetto a quella normale) percuotere a pugno chiuso, bastonare: mò ti ‘ncutùgn’ = adesso ti do le botte o ti
bastono
‘Ncuvirchià incoperchiare, coprire, mettere il coperchio
‘Ncuzzittàt’ darsele di santa ragione, pestarsi
‘Nd(t)andarijà cullare, dondolare dolcemente, blandire
‘Ndialèttu (dal greco diálektos = lingua, dialetto) dialetto; in dialetto
‘Ndianu/‘nnianu/gaddinàzz’ tacchino. “Ndianu” perchè in tempi remoti si pensava che Cristoforo Colombo l’avesse portato dalle Indie
‘Ndorà (dal lat. tardo deaurare, der. di aurum = oro) passare nel rosso d’uovo, indorare; anche dorare, laminare d’oro
‘Ndrìa Andrea
‘Ndrìnghete ‘ndrà espressione per rispondere evasivamente a una domanda
‘Ndrizzà avviare, indirizzare
‘Ndùjia (dal franc. andouille) salame piccante, insaccato calabrese, salsiccia
di frattaglie e carne di scarto e peperoncino
‘Nduvinà indovinare, azzeccare; prevedere, pronosticare
Necessitate necessità, bisogno
Nèdda suffisso diminutivo; Nella (…e Nnèdd’, …e Nnèdd’, …e Nnèdd’,/‘a màmma è brùtt’, ‘a fìglia è bèdd’/..fàcc’ ma senz’ mirùdda. /Cci addummannai ‘nu vasùn’, ma ‘stà bèdda/mi dissi: “no, picchì mangiai cipùdda”): tiritera ripetuta battendo le mani a ritmo, tipico della tarantella, per una ballata senza strumenti musicali; un po’ d’allegria, voglia di vivere. (Da Nedda, la giovane siciliana protagonista dell’omonima novella di G. Verga?, o Nedda la protagonista della storia dei Pagliacci di R. Leoncavallo?)
Nèglia/nìglia (dal lat. nebula, mutatosi in nebla nel latino medievale) nebbia, foschia; anche nuvola, nube bassa
Nèglia tirràgna nebbia bassa, che non si alza da terra, forte foschia, bruma
Negliarìzz’ foschia, nebbia che sta per calare sempre più intensa
Nemmìcole (dal lat. lenticula, diminutivo di lens lentis = lente. Dal latino nummus, e più precisamente dal diminutivo nummiculus = monetina. Essa in antico veniva battuta inserendo il dischetto metallico vergine tra il conio e il controconio. Il colpo di mazza
che serviva allo stampaggio delle due facce conferiva alla moneta anche la caratteristica forma lenticolare) lenticchie
Nènt’ niente, nulla
Nentimèn’/nentirimèn’ nientemeno, persino, addirittura; anche almeno, a dir poco
Nennè/nènna mammella (forma sillabica per bambini)
Nèrchja dal bruzio “niìr” = piccolo uomo; anche pudendo maschile. Curiosità. Da: Geostoria linguistica della Calabria “Anche gli antichi Bruzi usavano la Nerchia”
“Gli antichi Bruzi sono ancora in mezzo a noi. È ormai acclarato. E non è tutto. Adesso infatti abbiamo la certezza che usavano la “nerchia” già 2300 anni fa. Qualcuno potrebbe commentare che se non l’avessero usata, forse oggi noi non ci saremmo.
Non avrebbero cioè creato una propria discendenza, senza l’impiego dell’organo genitale maschile e di quello femminile a scopo riproduttivo. Ma la recente storica scoperta non è di natura sessuale, bensì linguistica: la parola “nèrchja” deriva dall’antico “niír” e significa “membro maschile”, mentre nella valle del Savuto e in Sila identifica la vulva, il sesso femminile. Nulla a che vedere quindi con il latino “mentula” (pene) da cui discenderebbe “minchia”. Come altri 79 termini presenti nei dialetti calabresi odierni, “nèrchja” (letteral. “piccolo uomo”) proviene dunque dal bruzio o, per dirla con gli antichi greci, dal bretico. Ed è una parola adoperata anche altrove”.
Nervatùra sistema nervoso (tuccà a nèrvatura), incavolarsi; nervatura delle foglie
Nèscere uscire, andar via, andarsene, allontanarsi, evadere; anche risultare, riuscire
Nèscia esci; anche esce
Nètta pulita, lavata
‘Nfaccennàt’ affaccendato, impegnato, indaffarato, occupato
‘Nfàccia a favore di…, in faccia (à mmìs’ tùtt’ ‘nfàcc’ a ttìa = ha intestato tutti gli
averi a te)
‘Nfàm’ infame, ignobile, abominevole, abietto
‘Nfamità (dallo spagn. infamitad) infamia, malvagità
‘Nfarinà infarinare, impanare
‘Nfàtt’/‘mpàtt’ infatti, in realtà, appunto, proprio
‘Nfestà (dal lat. infestare) infestare; invadere
‘Nframè/‘ntramè (dal franc. entremets) piatto che si serve tra una pietanza e l’altra
‘Nfranzisàt’ (da “male francese”, cioè sifilide, dal poema di Girolamo Fracastoro
“Syphilis, sive de morbo gallico”, del 1530) infranciosato o infrancesato; che ha contratto il mal francese: la sifilide
‘Nfrascà infrascare, nascondersi tra le frasche, rintanarsi fra i cespugli; coprire, rivestire, riparare o nascondere con frasche
‘Nfrattà (dal lat. fracta = selva, siepe, boscaglia) imboscarsi, nascondersi, nascondere in luogo angusto
‘Nfuddunà conservare, nascondere le cose, ma in modo disordinato (à mìs’ i sòrd’ a lu fuddùn’)
‘Nfuddunàt’ intanato in un cantuccio al caldo o al sicuro
‘Nfùnn’ nel o in fondo
‘Nfùsa bagnata, inumidire, ammollare
‘Nfussà seppellire, infossare
‘Ngaddà/‘ngallá fecondare, ingravidare. La fecondazione del gallo. Òva ‘ngaddàte sono quelle fecondate
‘Ngaddaràt’ pasta del dolce con formazione di zone callose per mancanza di lievitazione, granuloso, grumoso; anche attaccato (riferito ai cani che non riescono a staccarsi dopo l’accoppiamento)
‘Ngànn’ inganno, imbroglio, raggiro
‘Ngannà ingannare, prendere in giro
‘Ngarrà (dallo spagn. engarrar) indovinare, azzeccare, prevedere; riuscire o fare qualcosa
‘Ngattà/accuvà accovacciasi, rannicchiarsi, acciambellarsi
‘Nghinghèro/‘nfinfèro indica una sorta di millantatore ridicolo e vanesio, un bellimbusto un po’ guappo ed un po’ vigliacco, e non un pìcaro nell’accezione di mendicante d’amore.
Per saperne di più: http://lellobrak.blogspot.com/2009/03/onfinfero.html
‘Ngiallin(i)ùt’ ingiallito, giallognolo; anche rinsecchito, invecchiato
‘Ngignà (dal greco egkainia = festa d’inaugurazione e da kainos = nuovo o dal tardo latino encaeniare) inaugurare, adoperare per la prima volta; indossare per la prima volta; incominciare, iniziare con ingegno
‘Ngignàrs’ (dal lat. ingènium) darsi da fare, ingegnarsi
‘Ngignièr’ ingegnere
‘Nginucchià (dal lat. tardo genùculum, da genu = ginocchio) inginocchiarsi
‘Nginucchiùn’ carponi, ginocchioni
‘Ngìr’ in giro, camminare senza una meta precisa; anche viaggio, escursione
‘Ngiurià offendere, mortificare, ferire, ledere
‘Ngloria a festa
‘Ngnermulatùra/‘njermulatùra mal di schiena, lombaggine
‘Ngnimmà appuntare; imbastire, cucire provvisoriamente con punti lunghissimi
e filo grosso, in modo da tenere fermi, temporaneamente due lembi e poterci “ripassare” sopra con la macchina da cucire o a mano
‘Ngnùc’ deglutire, inghiottire
‘Ngnurià (dal lat. iniuria) ingiurirare, offendere, parlar male
‘Ngòngol’/‘ngruòngul’ (dal greco gonghilos = arrotondato, per Rohlfs, ma
dubitativamente, dal greco gònghiulos = rotondo; non si esclude la derivazione da un latino ùnculu-m, diminutivo del classico uncus = uncino, con riferimento alla forma, dal greco oncos = curvatura; nell’italiano antico “gongola” era la ghianda) fave secche cotte con la buccia. Quando da ragazzo chiedevo a mia madre: mà cchì si mància òi? la risposta immancabilmente era: pìsc’ o pàsta e ‘ngruòngul’
‘Ngòrd’ ingordo, goloso, ghiotto
‘Ngòttà infeltrire, compattare; irrigidire, privare di elasticità
‘Ngranà ingranare; anche granire
‘Ngràssà ingrassare; ingrossare, appesantirsi
‘Ngràt’ ingrato, irriconoscente
‘Ngres’ inglese, lingua inglese
‘Ngrifà (dallo spagn. engrifar) infiammarsi, scaldarsi, stizzirsi; anche arricciare, increspare; inarcarsi del gatto
‘Ngrippàt’ grippato, bloccato
‘Ngrispà/’ncrispà (dal lat. tardo incrispare) increspare, rendere crespo, ondulare,
corrugare
‘Ngruccà agganciare, attaccare
‘Ngrugnà (dal lat. grunnire = grugnire) imbronciarsi; fare la faccia dura
‘Ngrugnàt’ immusonito, imbronciato, corrucciato, accigliato
‘Ngrupà nascondere, celare; mettere, infilare in un buco
‘Nguacchià sporcare, lordare, macchiare; sporcare, insudiciare, macchiare, imbrattare; anche mettere in atto un pasticcio di difficile soluzione, una situazione intrigata; deflorare una ragazza ed infine l’ungere o il condire esageratamente in ispecie con sugo di pomodoro. Tutti fatti che sostanziano in ogni caso una lordura, una cosa sporca o anche un errore
‘Nguàcchiu/‘nquàcchiu pasticcio, guaio, situazione problematica, difficile; macchia; anche sperma
‘Nguàia situazione compromettente, che mette nei guai
‘Nguajà (dal lat. nguadiare) mettere nei guai, in grave difficoltà; scherzosamente
prendere moglie
‘Ngualà (dal lat. aequalis, derivato da equus = piano, unito) equilibrare, uguagliare; livellare; anche mettersi insieme, fare coppia
‘Nguazzètt’ in guazzetto, in umido: modo di cottura della carne o del pesce in umido, con abbondante sugo brodoso
‘Nguènguaru neonato piagnucoloso
‘Nguènt’/‘nguint’ (dal lat. unguentum, der. di unguĕre, var. di ungĕre = ungere)
unguento, pomata, crema
‘Ngujà ingoiare, inghiottire
‘Ngulià lusingare, allettare, invogliare, inghiottonire, far venire voglia
‘Nguliàt’ allettato, lusingato
‘Ngunocchiatùr’/‘nginocchiatùr’ inginocchiatoio; sorta di panchetta a piano basso adatta a poggiarvi le ginocchia
‘Ngùtt’ (dal lat: enguthi) vicino, in vicinanza; stretto, fitto, folto
‘Nguzzà ingozzare, trangugiare
Nicà/annicà (dal lat. adnecare, der. di necare = uccidere) annegare, affogare
Nìchili moneta di nichel del valore di venti centesimi, quattro soldi, in vigore fino al 1943
Nicissitàt’ necessità, bisogno
Nicolìn’ diminutivo di Nicola
Nìd’/nìr’ (dal lat. nīdus) nido; casa, dimora
Nièdd’ (dal lat. anĕllus, dim. di anus = cerchio) anello
Nièmula mantide religiosa. Il nome del genere deriva dal greco mantis, cioè profeta, indovino, e fa riferimento alla postura delle zampe anteriori che ricorda un atteggiamento di preghiera
Nièpita (dal lat. nèpeta, nepa = serpente: in quanto gli antichi credevano che una delle specie di questo erba avesse le proprietà curative contro il morso dei serpenti) nipitella/nepetella, mentuccia
Niepitèdd’ nepitelle, dolci natalizi di origine araba il cui nome deriva dal latino nepitedum = che significa “orlo, palpebra degli occhi”: la forma di questi dolci ricorda infatti quella di un occhio chiuso. Sono a base di farina, strutto, zucchero, uova, uvetta, fichi secchi, mandorle, noci, vino cotto, miele, cioccolato fondente, ecc.
Nièrv’ nervo, nerbo; nervatura; membro del bue che sbucciato, essiccato e intrecciato veniva usato come scudiscio, frusta
Nièspul’ (dal lat. mèspilum) nespolo giapponese
Niètt’ pulito, lavato, netto, lindo
Nìglia/nèglia (dal lat. nebula) nebbia;
Nìgliu/nìgl’ (dal latino milvus) sparviero, nibbio (nìgl’-nìgl’, chìn’ ‘a tròva s’a pìglia: si recitava, da ragazzi, quando si perdeva qualcosa)
Nigliùsu nuvolososo; nebbioso
Nignùnu/nùddu nessuno; neanche, nemmeno, neppure
Nìguru (dal lat. niger) nero, negro, scuro
Nigurumàntu Befana = era chiamata così, a Paola, dalle nostre nonne sino a
qualche anno fa; era attesa con ansia e trepidazione dai ragazzi, i quali, per impedire alla vecchia di entrare dal camino o dal buco della serratura e portare loro la malia del sonno, otturavano queste aperture con coperte e stracci
Nìji nei; anche magagne, pecche
Nimàl’ animale, bestia
Nimìch’ nemici; rivale, avversario
Nimicìzia inimicizia, ostilità, discordia
Nìnn’ (dallo spagn. niño) infante, bambino, bebè, lattante, neonato
Nìnn’ iàm’ ce ne andiamo
Ninnanònna ninna nanna, cantilena, nenia
Ninnìll’ (dallo spagnolo niño = piccolo, originato dal greco néos, neanías = nuovo, giovane) bambinello, neonato, bambino; usato come nomignolo affettuoso anche il femminile, viene spesso trasformato in soprannome
Nìn’/Nùzz’ diminuitivi di Antonio, Antonino
Nipùt’ (dal lat. nĕpos-ōtis) nipote
Niricàta annerita, imbrunita; incupita
Nirvusièdd’ nervosetto, agitato
Nìsa Agnese
Nìsba (dal franc. n’est pas = negazione, pronunciato “nesbà” e poi “nisba” o forse dal ted. nichts = niente) niente (affatto), no, nulla, per niente, tutt’altro
Nisciùn’ (dal lat. nescius = ignoto, sconosciuto) nessuno
Nìt’ uniti, insieme; inseparabili, legati
Niùn’ (dal lat. ne ipse ūnus = neanche uno) nessuno
Niurèdda/nigurèdda neretta, nericcia; anche tipo di fico nero
Nìur’ (dal lat. nigrum, greco νεκρός/nekros che significa “morto”, da cui parole come “necrosi” e le radici da cui derivano termini come “nuocere” e “notte”) nero, molto scuro. Ca ti vò bbinì cchiù nìur’ ra menzannòtt’! = augurio di un evento molto funesto.
Curiosità. La cultura popolare è impregnata di questi significati, basti pensare alle tante espressioni negative che contengono la parola “nero” come “giornata nera”, “venerdì nero”, “fumata nera”, e il ricchissimo repertorio esoterico o le numerose attestazioni anche in ambito mass mediatico come la “morte nera” o lo stesso concetto di “noir” come racconto di morte e paura
Nìva (dal lat. nix -nivis) neve
Nivaiuòl’ venditore di ghiaccio
Nivèra (dal lat. nix, nivis = neve) neviera, buca, fosso per conservare la neve; luogo assai freddo. Curiosità. A Paola le neviere si trovavano sul Cozzo Cervello, sulla Croce di Montalto, nei pressi del Passo della Crocetta e in altre località della cresta montuosa.
Lì si conservava la neve in fossati del diametro di circa dieci metri, trasportata con cesti da alcuni lavoratori mentre altri uomini, dopo essersi tolte le scarpe (zarìcchie) e strofinati i piedi nudi con la neve per pulirli, la pigiavano per compattarla il più possibile, renderla dura e ottenere un unico blocco di ghiaccio in modo da aumentarne la resistenza al caldo. Lì rimaneva e si conservava per tutta l’estate, coperta da frasche e all’ombra di
altissimi faggi. Veniva trasportata in città e nei paesi limitrofi durante i mesi caldi
Nivicà nevicare, fioccare
Nìvuru nero
Nìx (dal tedesco nichts = niente) nulla, no, niente
‘Njettà/‘ntrizzà intrecciare, annodare, attorcigliare
Nnacà cullare, dondolare
Nnaculià dondolare, cullare
Nnàita (dal lat. medievale anditus = ambiente di passaggio, corridoio) impalcatura, ponteggio, struttura per poer camminare Nnàiù non ho (‘u nnàiu vògl’ = non ho voglia)
Nnàm’ andiamo; non abbiamo
‘Nnammicát’ (dal lat. in+amico) chi convive con un’amante. L’etimologia di
questo sostantivo ne descrive chiaramente il significato. Da “in+amico” deriva “inamicato” e, per successive trasformazioni fonetiche (raddoppio delle consonanti nasali /n/ ed /m/) “innammicato”, quindi (aferesi della /i/) “nnammicato”
‘Nnamuràt’ innamorato, fidanzato
Nnannà linguaggio infantile per indicare “a passeggio”
Nnànz’ (dal lat. in antea) davanti, avanti
Nnasà annusare, fiutare; subodore (uosèm’)
Nnasià nauseare, schifare
Nnasiàt’ persona nauseata, schifata
Nnàvir’ non avere (‘u nnavì vrigògn’ = non avere vergogna)
Nnàta/nàta un’altra; anche nuota; nata (nascere)
‘Nnèst’ (dal lat. in-estra = in fuori) a parte, eccetto, all’infuori di, fuorché; inoltre
‘Nnestatùr’ chi è capace (provetto) di innestare piante
Nnìcchia (gioco) lippa; anche nicchia, edicola, incavo; loculo
Nniricàt’ molto nera; bruttissima figura (cchi ‘nniricàt’ ì vrigògn’)
‘Nnistà innestare, incastrare, ingranare, collegare
‘Nnùcia ingoia, inghiotti
Nnirivùs’ nervoso, agitato, teso, irrequieto
Nnùa/nùa noi
‘Nnucènt’ (dal lat. innŏcens -entis, comp. di in- e nocens = dannoso, colpevole,
part. pres. di nocere = nuocere) innocente, non colpevole
‘Nnùglia/agliàta (dal franc. andouille o dal lat. mediev. involia da cui anvolia
> annolia > annoglia) salsiccia di frattaglie e carne di scarto, salame pezzente preparato con frattaglie insaporite con semi di finocchio, peperoncino e peperone secco in polvere, aglio (si adopera per insaporire minestre di verdura). Persona stupidotta, buono a nulla; anche pudendo maschile
Nnumà dare ai nipoti il nome dei nonni, assegnare, intitolare
Nnuminà nominare, menzionare, citare; anche indovinare
Nnuminàta nomea, reputazione (‘na màla ‘nnumminàta), nominata, notorietà;
soprannominato
Nnùmin’ nomino; anche designo, incarico
‘Nnurcà (dal lat. mediev. edulcorare da dulcŏr = dolcezza) addolcire, edulcorare, zuccherare
‘Nnùstria industria, stabilimento
Nòcca (dal longobardo knohha) fiocco, nastro annodato ai capelli, coccarda, nodo, laccio; giuntura delle dita
Nòia scocciatura, rottura di scatole, seccatura
Nòni no, niente affatto
Nòra (dal lat. pop. nŏra, class. nŭrus) nuora
Nòrama mia nuora
Nòtt’e iuòrn’ ventiquattrore; sempre aperto
Nòva nuova, notizia
‘Npùs’/‘mpùs bagnato, bagnato come un pulcino, inzuppato
‘Npussà/‘mpunnà affondare in un terreno molle; seppellire
‘Nquacchià sporcare, imbrattare; sistemare senza criterio
‘Nquartà ingrassare, mettere su peso
‘Nquatrà inquadrare
‘Nquattàt’ nascosto, celato; anche accovacciato, accucciato, rannicchiato
‘Nquièt’/‘ncuit’ inquieto, agitato, insofferente, smanioso; anche sfotte, schernisce, provoca
‘Nquietà/‘ncuità disturbare, sfottere, infastidire, inquietare, molestare, recare
noia; irritarsi
‘Nsaccà insaccare, mettere nel sacco
‘Nsangulàt’ insanguinato
‘Nsalàta (dal lat. in+sale) insalata; condire con il sale
‘Nsalatera insalatiera
‘Nsalinùt’ buono a nulla
‘Nsànta in santa (‘nsànta pàc’)
‘Nsapunà insaponare
‘Nsapurà insaporire, insaporare; condire
‘Nsarvamiènt’ in salvamento, in buono stato di salute, con l’aiuto di Dio
‘Nsertà (dal lat. sĕro) intrecciare, annodare, attorcigliare; indovinare
Nsiammài che non avvenga, non sia mai
‘Nsièm’ (dal lat. in semul = allo stesso tempo, simultaneamente, assieme) insieme; in pace
‘Nsièrt’ (dal lat. insertare o inserĕre = introdurre, inserire) innesto. In agraria, trasportare e far concrescere sopra una pianta una parte di altro vegetale, in modo da formare un solo individuo
‘Nsìgna insegna; anche far segno
‘Nsignànt’ insegnante, docente, educatore
‘Nsìn’ senza, regolarsi fino a…; anche in grembo
‘Nsìn’ fìn’/‘nsinifìn’ (dal lat. sine fine) senza fine
‘Nsìpid’/‘nzìpid’ (dal lat. insapidus) insipido, sciapo, insapore; insulso
‘Nsirrà/‘nzirrà (dal franc. ant. enserrer o spagn. cerrar) chiudere, serrare; stuzzicare, sfottere (‘u‘nzirrà ‘i càn’ca ròrmin’)
‘Nsirtà/‘nsertà (dal lat. insertum deriv. dal verbo insèrere) innestare; punto
d’innesto; anche indovinare
‘Nsìstere (dal latino instans = insistente) insistere, ostinarsi, perseverare, persistere. Perseverare in un’azione o in una richiesta, essere fermo e ostinato in un atteggiamento o in una decisione
‘Nsivà (dal lat. sevum) ungere, ingrassare, lubrificare; anche sporcare
‘Nsuònn’/‘nzuònn’ in sogno, in sonno (viènim’ ‘nzuònn’ = vienimi in sogno)
‘Nsuppà inzuppare, impregnare, infradiciare
‘Nsurà/‘nzurà (dal lat. tardo in-uxorare = ammogliarsi, derivato da uxor = moglie) sposarsi, prendere moglie
‘Nsurfà/‘nzurfà (v. ‘nzurfà)
‘Nsùrt’ (v. ‘nzurt’) ictus, colpo apoplettico, infarto; anche paura, spavento, attacco
‘Nsùst’/‘nzùst’ a nausea, a noia, in abborrimento
‘Nsùs’/‘nzùs’ di sopra, sopra, in alto
‘Ntà nella, in, un
‘Ntaccà (dal germanico taikka = segno) incidere, intaccare, fessurare; anche tagliare
‘Ntàcca unità generica di misura; anche tacca, segno incavato, incisione
‘Ntaccàt’/‘ntacchiàt’ inciso, fatto un segno (alìvr’ ‘ntacchiàt’ = olive intaccate
e infornate), (‘ntaccàt’ ‘i ‘mpìgna = sfregio, nel gergo della malavita antica)
‘Ntanàt’ nascosto, intanato; rifugiato
‘Ntànt’ intanto, nel frattempo; anche in tanti
‘Ntanta(i)vìglia dormiveglia, assopimento, intorpidimento
‘Ntartaglià (dal greco traulizo) tartagliare, essere balbuziente
‘Ntasà intasare, occludere, otturare, ostruire con materiale o depositi vari un condotto o un’apertura
‘Nteligènt’ intelligente, capace, abile, ingegnoso, sagace
‘Ntènd’/‘ntènn’ intende, capisce, intuisce
‘Ntènnere intendersi (essere esperto, specialista), capire, comprendere, intuire; usato anche nel significato di sentire, ascoltare
‘Ntenziòn’ intenzione, proposito, finalità, fine, volontà
‘Ntèrra in terra, per terra
‘Nterzà allicciare (allicciatura, in dialetto ‘nterzatùra: consisteva nella piegatura alternata, a destra e a sinistra dei denti di una sega in modo che il taglio prodotto avesse una larghezza pari al doppio di quello dello spessore della lama, ciò serviva sia per ridurre
l’attrito tra legno e lama e sia per facilitare la fuoriuscita della segatura
‘Ntìcch’/‘ntrìcch’ (dal lat. intritus = tritato?) pop-corn: voce onomatopeica
che imita il rumore del chicco di granoturco allo scoppio
‘Ntìcchia (dal lat. tantum, diminutivo tanticula = un tantino o lat. parlato indicula = piccola parte; oppure da lens–lentis (plur.: lenticulae), che indica la pianta leguminosa il cui seme rossigno ha la forma arrotondata, lievemente schiacciata e sottile) un poco, un
pezzettino, una manciata; anche lenticchia
‘Ntièr’ intero, pieno, in modo compiuto; anche mangiare qualsiasi cosa, quello che capita, tutto (mancià ‘ntieri)
‘Ntignàt’ imbestialito, intignato; anche indurito, non cresciuto
‘Ntimpagnà (da in+tampàgnu, il cui corrispondente italiano parzialmente formale è, accettando l’etimologia del Rholfs, timpàno, dal latino týmpanu(m), dal greco
tiumpànion = tamburo. Il vocalismo, pur giustificato secondo il Rohlfs dalle forme rispettivamente calabrese e napoletana, timpàgnu e tompàgne = fondo della botte,
non esclude una derivazione, con suffisso aggettivale, dal latino medioevale tappus, dal francofono tampon o tappon, attraverso la trafila: tappàneu(m) > tampàneu(m) > tampàgnu > timpàgn’) ricoprire con tamburo di legno (‘u salatùru, una botte, ecc.); anche muratura di tamponamento con laterizi per edifici a scheletro di cemento armato e d’acciaio: hanno lo scopo di delimitare e suddividere lo spazio interno e garantire il comfort ambientale; rivestimento esterno
‘Ntimpiàt’ sottotetto costruito con canne intrecciate
‘Ntimugnà ammucchiare i covoni di grano: abbicare
‘Ntìnc’ intingere, inzuppare, bagnare
Ntinìn’ pasta ancora dura, poco cotta, al dente; anche frutta acerba, acre, asprigna; immaturo, inesperto
Ntìnn’ tintinnio, trillo, squillo; anche rumore, suono
Ntìnna antenna, pennone, lungo palo; anche suono acuto; persona alta e bella
Ntinnà suonare, scampanellare, squillare, risuonare, trillare
‘Ntinnìa intendeva; anche suona, tintinna
‘Ntinziòn’ attenzione; intenzione
Ntìppa tappa, chiude, ostruisce; anche ferma
‘Ntippà tappare, costipare, turare
‘Ntippàgl’ tappo (specif. tappo della vasca in cemento che contiene l’acqua per innaffiare gli orti)
‘Ntìppul’ (dal gotico tappis) tappo, turacciolo
‘Ntìsa senso dell’udito (à ntìs’ a ppàtta? = hai sentito tuo padre?); accordo, intesa, segno, sentore, tanfo; anche tendi, tira
‘Ntisàt’ drizzato, teso, intirizzito
‘Ntisicà irrigidire, indurire, tendere; anche morire di freddo
‘Ntisicàt’ infreddolito, irrigidito, teso; se riferito a persona assume più significati:
ragazza sfacciata, irriverente, senza timidezza, ovvero che non china la testa e procede
con sfrontatezza; anche corpo privo di vita
‘Ntìs’ ascoltato, sentito
‘Ntistìn’ intestino, budello
‘Ntolettàt’ che ha fatto la toilette, agghindato
‘Ntonacà/’ntuonicà (dal lat. tŭnĭca = tunica; per traslato involucro, buccia, corteccia) intonacare, rivestire una superficie muraria di intonaco; rivestire, ricoprire
‘Ntòniu Antonio
‘Ntònetta Antonietta
‘Ntontanùt’ stordito, inebetito, svanito
‘Ntontìt’ stordito, meravigliato, frastornato
‘Ntòpp’ un pezzo, una parte
‘Ntòpp’ ‘ntòpp’ (fare) pezzi-pezzi, sbrandellare, strappare, distruggere
‘Ntopparèdd’ un pezzettino, un pochettino, una parte
‘Ntòscia (dal greco enthostídia, enthòshia = intestini, riferito a un tipo di ernia intestinale) ernia, (v. guaddara); indica la fuoriuscita di un organo o di un tessuto dalla cavità naturale in cui è contenuto, attraverso un canale o un orifizio preformato o neoformato;
anche accidia, pigrizia
‘Ntòsta indurisci, rassodi
‘Ntotanàt’ intontito, frastornato, confuso, svampito
‘Ntrallàzz’ imbroglio, intrigo, intrallazzo, raggiro; anche affare, incombenza
‘Ntramènt’ intanto, nel frattempo, frattanto, nel mentre, contemporaneamente
‘Ntrànghita/‘ndrànghita molto probabilmente deriva dall’espressione “picche’
‘ndringhète ‘ndrà” che indica il tacere qualcosa che si vorrebbe dire apertamente, oppure dal greco andragathia = coraggio, valore. La relazione con le associazioni malavitose è dovuta appunto all’indicare qualcosa di cui non si può parlare
‘Ntrasàtt’ (dal lat. in+transactum) all’improvviso, repentinamente, fulmineamente;
anche inaspettato
‘Ntrattiègn’ trattengo, indugio; anche passatempo scherzoso
‘Ntrècc’ intreccio, intessitura; torcitura
‘Ntricà (dal lat. intricare = imbrogliare) raggirare; immischiarsi, intrigarsi, impicciarsi degli affari altrui, intromettersi
‘Ntriccià intrecciare, concatenare; anche aggrovigliare
‘Ntrìch’ imbroglio, intrigo, raggiro. ‘Ntrìchit’ ‘i tia! = fatti i fatti tuoi!
‘Ntrigà interporre, introdurre
‘Ntripuràt’ paralizzato, annichilito
Ntrità tritare, triturare
‘Ntrizzà intreccare
‘Ntròcchia (probabilmente dal lat. crux = croce: da cui crocicchio o dal lat. med. antorchia = fiaccola, torcia. A chìdd’ tièmp’, le prostitute stavano per strada con una torcia in mano e in alcune città i casini si riconoscevano dal numero civico illuminato; oggi si usa fare i falò sulle tangenziali) meretrice, prostituta, troia (fìgl’ ‘i ‘ntròcchia = furbo, impudente, scaltro, furbacchione)
‘Ntròit’/‘ntrùit’ (dal lat. introitus = entrata o lat. exigere) guadagno, entrata, introito; anche riscuotere; anche interiora degli animali
‘Ntronacùl’ peto, scorreggia
‘Ntrùgl’ intruglio, mistura, miscuglio, brodaglia; anche intrigo, intrallazzo, imbroglio (procedimento straordinario al quale si ricorreva anticamente quando le carceri traboccavano di detenuti in attesa di giudizio: consisteva nel venire ad accordi con gli
imputati circa la pena da infliggere loro, senza processo e sulla base dei soli indizi
inerenti ai crimini di cui erano accusati)
‘Ntruglià ingrassare, gonfiarsi
‘Ntrummà (dal lat. in-tumère? = essere gonfio) bere in modo esagerato, tracannare,
bere a tromba o a garganella e con gesti non propriamente eleganti; bevuta abbondante
di vino. L’ipotesi che derivi dal toscano “trombare” è più probabile perchè, escludendo
l’accezione sessuale del verbo, sta per “travasare” il vino da un fiasco a un altro mediante la tromba (trùmma), sifone per il vino, ovvero il tubo di caucciù
‘Ntruná (dal lat. volgare tronus = tuono) rintronare, stordire
‘Ntrunàt’ intontito, stordito, confuso, frastornato, assordato. L’aggettivo deriva dal latino attonnare, al pari dell’italiano “intronato” e del francese etonné. Attonnare significa stordire come un tuono, ma nella trasposizione paolana c’è molto di più, c’è non solo lo
stordimento provocato da un grosso rumore improvviso, ma anche quello di uno che è scarso di comprendonio per cause varie (rimbambito)
‘Ntruppàt’ il rinvigorirsi di una pianta dopo il suo trapianto o semina, in altre
parole pianta che attecchisce con vigore con buttate e polloni
‘Ntruppicà (dallo spag. tropezar, dal tardo latino caespitare o greco tiùpto?
= battere, colpire) incespicare, inciampare, urtare, scivolare
‘Ntruppicùn’ inciampato, incespicato, sbattuto inavvertitamente il piede contro
un ostacolo, intoppato
‘Ntruppicùs’ sconnesso, malridotto; ruvido, scabroso
‘Ntrùsc’ (dal franc. trucher = mendicare) senza denaro, povero, essere senza soldi in tasca
‘Ntruvulà (dal lat. in+turbidus, con la trasformazione “tur” in “tru” e la “b” in “v”. Il corrispondente italiano parzialmente formale potrebbe essere “travolgere”, da “tra-”, dal latino trans = oltre, e “volgere”, dal latino vòlvere, il che è confermato dalla proposta
etimologica del Rholfs che alla voce in questione rimanda alla fine a traùgghiu e mette in campo un latino transvoliàre, composto dal classico trans+voliàre, dal citato classico
vòlvere) intorbidire; offuscare, annebbiare
Ntruzzà (dal lat. parlato trusare = urtare) urtare, cozzare; brindare
Ntruzzàta urtata, battuta, cozzata
‘Ntù nel
‘Ntù ‘mmiènz’ nel mezzo, a metà
‘Ntufà (dal greco trofí “τρόφη” = provvista) stipare, ammassare; anche coagulare a causa del caldo, andare a male (‘stù làtt’ è ‘ntufàt’ = questo latte è coagulato, è andato a male)
‘Ntufàt’ (c'è chi sostiene che derivi dalla pietra di tufo, dato che è presente un po’ ovunque per la città) si usa per indicare “qualcosa” di duro, che richiama il tufo: un pane, un impasto non ben lievitato, ecc. Chi pensa che sia questa l’etimologia si poggia sull’idea di pesantezza. In realtà la strada che porta a questa parola ha delle origini molto antiche ed affonda le sue radici nell’antica popolazione degli Osci. Questa popolazione adoperava un particolare strumento ad aria, una conchiglia di mare, ad oggi divenuta strumento a tutti gli effetti, la tufa. I romani hanno fatto loro sia questo termine che questo strumento portando però alla luce la tuba, tradotto “tromba”. Sia la conchiglia che la parola sono sopravvissuti e la parola ‘ntufato conserva memoria culturale di ciò.
Suonando la tufa, questa particolare conchiglia di mare, le guance si gonfiano a dismisura, fin quasi a sgonfiare. Da qui il termine ‘ntufato, cioè gonfio a dismisura, come un suonatore di tufa (oggi tofa) gonfiare all’eccesso (tèn’ l’uòcch’ ‘ntufàt’ = ha gli
occhi gonfi)
‘Ntufàtu vecchio, vecchio rimbambito. È l’esatta traduzione dialettale del greco typhogéron = vecchio balordo, barbogio
‘Ntulittà (dal franc. toilette = propriamente “piccola tela” indicante l’insieme
delle operazioni necessarie per l’abbigliamento, l’acconciatura, il trucco e simili) agghindare, vestire con eleganza e con ricercatezza
‘Ntuntìt’ stordito, confuso, frastornato, disorientato
‘Ntuòpp’ intoppo, intralcio, ostacolo
‘Ntuòrn’ intorno, attorno, in giro
‘Ntuossicà/‘ntussicà (dal lat. toxĭcum, a sua volta dal greco toxicon) intossicare,
avvelenare; in senso figurato, dispiacere amareggiare: descrive appieno la rabbia di una persona che si trasforma in veleno
‘Ntùpp’ spesso, tagliato grosso, consistente
‘Ntùra/antùra (dal lat. ante horam) poco fa, or ora
‘Nturcinià/‘nturciglià (dallo spagn. entortillar, lat. intor-quere = attorcigliare)
attorcigliare, torcere
‘Nturdunìt’/‘nturdinùt’ intontito, stordito
‘Nturnià contornare, circondare, cingere
‘Nturvulàt’/‘ntruvulàt’ intorbidito, da schiarire (v. ‘ntru-vulà)
‘Ntussicà (dal lat. medievale intoxicare da toxicum = veleno) avvelenare, intossicare
‘Ntustà (da tosto deriv. dal lat. tostus = disseccato) indurire, rassodare
‘Ntustàt’ indurito; avere un inturgidimento
‘Ntùtt’ del tutto, completamente
Nu/‘u/ùn non, no
Nu làmp’ come un lampo, fulmineo, subito
Nùa noi, noialtri
Nuàutri noialtri, noi
Nùc’/nùcia noce, frutto e pianta; anche unità di misura (‘na nùc’ i bùrr’)
Nùc’ cattìv’/pràcin’ ailanto o albero del paradiso (pianta esotica). Fu introdotta in Italia nel 1850 ca., in seguito ad una crisi della bachicoltura dovuta ad un parassita del gelso, per poter allevare il Philosamia cynthia, un lepidottero le cui larve servono per
la produzione di una seta più robusta di quella del bombice del gelso anche se di qualità inferiore. L’esperimento però risultò un totale fallimento in quanto i bruchi furono facile preda degli uccelli e non riuscirono mai a riprodursi e a colonizzare le piantagioni
in numero sufficiente da giustificare la massiccia coltivazione. Oggi è considerata una pianta infestante
Nùc’ ‘i cuòdd’ nuca, noce del collo, cervice, collottola vertebra cervicale (fùjia a nùc’ ‘i cuòdd’ = corre a rompicollo, precipitosamente)
Nùcia (v. nùc’)
Nùcia màsc_sca (lett. noce serratura) noce dal guscio difficile sia da rompere sia da levare il gheriglio
Nucìdd’ nocciolina americana, arachide
Nucìdd’ i zìt’ nocciola, frutto del nocciolo
Nùc’ prièssich’ nocepesca, pesca nettarina
Nucìn’ nocino, rosolio: liquore confezionato con il mallo delle noci, lo zucchero, l’alcool e le spezie
Nùdd’ (dal lat. nullum = nessuno) nessuno, niuno; nulla, niente
Nùm’ nome
Numbò non vuole, non desidera
Nùmina nomina, indovina
Numinàta/nnuminàta (dal lat. male audio = avere cattiva reputazione) nomea, nominata, diceria; fama, reputazione
Nu rispiglià ‘u càn’ ca ròrm’ non svegliare il cane che dorme = non provocare chi potrebbe reagire in maniera imprevedibile
Nu n’àiu vùcia non ho voce o voglia di parlare
Nuòst’ (dal lat. nostrum e nostram) nostro o nostra
Nuòv’ (dal lat. novus) nuovo, recente
Nuòzzul’ (dal lat. nux, nuceola) torsolo del mais; anche nocciolo, torsolo; senso figurato: membro/pudendo maschile
Nùrich’/nùruch’ (dal lat. nodus) nodo, groppo
Nùr’ nudo, svestito, discinto, senza veli, spogliato
Nùr’ e crùr’ nudo e crudo; schietto, senza fronzoli
Nustièrz’/avantièr’ (dal lat. nudius tertius) l’altro ieri, due giorni fa
Nutàr’ (dal lat. notarius der. da nota = annotazioni) notaio, pubblico ufficiale che ha la funzione di ricevere gli atti tra vivi e di ultima volontà e attribuire loro pubblica fede
Nùtul’ inutile, vano, invano
‘Nvicchià/‘mmicchià invecchiare, attemparsi, farsi vecchio, incanutire
‘Nvipirìt’ inviperito, furioso
‘Nzaccà insaccare, infilare, ficcare, mettere, mettere in saccoccia
‘Nzalàta/‘nsalàta insalata, piatto di verdure o altro; miscuglio
‘Nzalatièr’ insalatiera
‘Nzallanùt’/‘nzalanùt’/‘nzalanàt’ (dal greco selínis = selene, nome della luna, a cui i Greci, per i suoi cambiamenti di aspetto, attribuivano l’instabilità psichica e gli sbalzi di umore) letteralmente inselenito, intontito, stordito, spaesato, con la testa fra le nuvole;
lunatico, lunare, stralunato; rincitrullito, rimbambito, rincretinito. Ma, visto che l’influsso della luna non è comprovato, è meglio connettere ‘nzallanuto al più neutro verbo latino insanire = uscire di senno, da cui insanulus
‘Nzanzanàt’ rimbambito, bacucco, rincitrullito
‘Nzapunà/ ‘nsapunà insaponare, strofinare col sapone
‘Nzapurì insaporire, condire
‘Nzàrtu (il corrispondente italiano è “sartia”, dal greco tardo exàrtia = attrezzatura della nave) sàrtia, cavo, fune; corda del torchio a leva orizzontale
‘Nzàrv’ in salvo, salvato
‘Nzarvamiènt’ con la grazia di Dio; in salvo, al sicuro
‘Nzavardàt’/‘nzavurdàt’ sporco, lurido
‘Nzavurrà zavorra; piccole pietre che servono al muratore per riempire i vuoti tra due pietre grosse; completare o abbellire un muro a pietra con piccoli sassi o scaglie
‘Nzerrá (dal lat. tardo serare, da sèra = spranga) chiudere, detto di usci e finestre, sbarrare, chiudere a spranga; stringere, serrare
‘Nzèrta che si sbuccia facilmente (castagna ‘zerta = castagna che si sbuccia con facilità)
‘Nzertà/‘nzirtà (dal catalano encertar = dar nel segno) indovinare, azzeccare,
prevedere; anche innestare
‘Nziammàj/‘nsiammàj non sia mai, che Dio non voglia, che non abbia luogo
‘Nzìcca ficca, spinge dentro; anche avvicina
‘Nziccà (dal lat. figicare, der. di figĕre = attaccare, conficcare) mettere dentro, insaccare, infilare
‘Nzìdd’/‘nzìti setole del maiale, peli setolosi. Un tempo i vecchi calzolai cucivano a mano le calzature con uno spago di canapa impiastricciato a pece, utilizzando setole di maiale agganciate ad uno spago (capurèdda) e la lesina (sùglia), un utensile in acciaio di forma
curva necessario per forare gli strati da cucire. Adesso si utilizza un filo cerato già pronto per l’uso
‘Nzièm’ (dal franc. ensemble) insieme
‘Nzièrt’ (dal lat. insertum da inserere = innestare). Verbo: nzirtà = lat. insertare = introdurre; innesto, inserto
‘Nzìgn’ cenno, segno
‘Nzignà insegnare, mostrare; anche donare un oggetto d’oro in segno di fidanzamento ufficiale
‘Nzilicà sporcare, lordare, imbrattare
‘Nzìn’ (dal lat. in+sino a) fino a, finché, fintanto che
‘Nzìn’ fìn’/‘nzinifìn’ senza fine (v. ‘nsìn fìn’)
‘Nzìna (dal lat. in + sinus) in grembo, in seno; praticamente derivante dalla locuzione in seno, ma più comunemente indicare il sedersi sulle gambe di un altro affettuosamente
‘Nzinuà insinuare
‘Nzìpid’/‘nsìpid’ (dal lat. insapidus) insipido, sciapo, insapore; insulso
‘Nzippà conficcare, mettere un cuneo, fermare con una zeppa; comprimere; si dice anche di persona raccomandata
‘Nzirrà/‘nsirrà (dal franc. ant. enserrer o spagn. cerrar) chiudere, serrare; stuzzicare, sfottere (‘u‘nzirrà ‘i càn’ca ròrmin’)
‘Nzirrà (dal lat. in + ira) arrabbiarsi, imbizzarrirsi, adirarsi
‘Nzirràt’ adirato, incapricciato; chiuso
‘Nzìrru tonnetto (pesce); anche aizzare
‘Nzirrùs’ facile ad adirarsi, infuriarsi
‘Nzirtà (dal catalano encertar = dar nel segno) indovinare; colpire; anche innestare
‘Nzistùs’ (dal lat. in+sistere = stare sopra) prepotente; capriccioso, piagnucolone
‘Nzivà (dal lat. sebum = ségo o sévo, il verbo sebare = rivestire di sego) ungere di grasso, sporcare di unto. Si ‘nzivàvanu le scarpe, il pallone di cuoio, lo spago, ecc. Con significato metaforico ‘zivùsu = scivoloso, sdrucciolevole, dal lat. sebosus = segoso
‘Nzistènt’ insistente, prepotente
‘Nzuccà cozzare, urtare; anche restare in gola, il fermarsi del cibo in gola
‘Nzù-’nzù nel linguaggio infantile l’andare in carrozza, essere trasportato
‘Nzuccarà zuccherare, addolcire
‘Nzuccaràt’ addolcito, inzuccherato
‘Nzunza (dal lat. axungia = strutto) grasso di maiale impiegato per lubrificare
le ruote; sugna, strutto, grasso
‘Nzuònn’ in sogno, in sonno (viènim’ ‘nzuònn’ = vienimi in sogno)
‘Nzuppà azzoppare. Da zoppo lat. cloppus forse incrociato con zanca (v. zuòpp’); anche inzuppare
‘Nzuppàva inzuppava, assorbiva
‘Nzurà/‘nsurà (v. ‘nsurà) sposarsi, ammogliarsi
‘Nzurdà diventare sordo, non sentire; assordare
‘Nzurfà/‘nsurfà (dal lat. insufflare = soffiare) sobillare, instillare, alimentare un contrasto, soffiare sul fuoco, attizzare; mettere in cattiva luce; anche insufflare
‘Nzurfurà dare lo zolfo, insufflare le viti
‘Nzurtà insultare, provocare, dare noia, offendere, molestare
‘Nzùrt’ (dal lat. insultus “aggettivo” e “infinito perfetto” di insilio = balzare su, saltare sopra) ictus, male improvviso, colpo apoplettico, sincope; attacco, accesso; insulto, offesa, ingiuria
‘Nzùst’/‘nsùst’ a nausea, a noia, in aborrimento
‘Nzùs’/‘nsùs’ sopra, di sopra
‘Nzuzzá insozzare, insudiciare