Lettera O

Piccolo dizionario paolano - O
O

Òbbrigh’ (dal lat. ob-ligare = vincolare, obbligare) obbligo, dovere, onere;
anche gratitudine, riconoscenza
Obbrigaziòn’ impegno, obbligo, dovere, debito; anche riconoscenza
Òcchi/uòcch’ marza (porzione di ramo con gemme che si taglia ad un albero
per fare un innesto ordinariamente in “marzo”); anche occhio
Occhiá/adocchiá/ucchiá avvistare, vedere, adocchiare
Occhiàta/ucchiàta guardata; ucchiàta ‘i sùl’: un attimo di sereno in una giornata uggiosa; un po’ di sole, uno spiraglio; anche occhiata (pesce)
Occhiatùra malocchio, malia; anche sguardo severo, cipiglio, guardata
Occhièll’ occhiello, asola
Occhiubèll’ scorfano di fondale (pesce)
Odiùs’ odioso, antipatico, insopportabile
Offènnere offendere, ingiuriare; offendersi, impermalirsi
Offès’ (dal lat. ob-fendere = urtare, colpire) menomato; anche offeso, ingiuriato, oltraggiato (da offeso, colpito)
Oglià oleare, lubrificare
Ogliaruòl’ oliera, piccolo orcio per l’olio; anche varietà di olive
Ògn’ ogni, qualsiasi, qualunque
Ognidùn’/ognirùn’ (dal lat. omnis ad unum = a uno a uno, dal primo all’ultimo) ognuno, chiunque, ciascuno
Ognibbòt’ ogni volta
Ognirùn’ (dal lat. omnis + unus) ognuno
Ognùra ogni ora, tutte le volte, costantemente, continuamente, sempre
Oimà! esclamazione:mamma
Òji/e (dal lat. hodie, spag. oy) oggi, il giorno corrente, questo giorno
Ojiaruòtt’ fra otto giorni, tra una settimana
Òlica/òlaca (probab. dal lat. ŏlŭs = legume) pisello proteico o selvatico: usato insieme ad altre culture per il sovescio (metodo naturale e molto efficace con cui fertilizzare il terreno) era molto utilizzato sino a qualche anno fa. Questa pratica agricola mirava ad
apportare sostanza organica (azoto) tramite una coltivazione seminata appositamente per essere trinciata e interrata
Òm’/uòmmini (dal lat. homo/homines) uomo; uomini (mìnt’ l’uòmmini = impiegare dei braccianti nei lavori agricoli)
Òm’ ri pìnna scrittore, letterato
Òmin’/uòmmin’ uomini
Ominùn’ omaccione; anche persona dotta, assennata
Ònza/ùnza (dal lat. uncia) oncia; antica unità di misura di peso, equivalente in Italia a 31,10348 gr. (28,3495 gr. in Inghilterra); anche moneta siciliana di fine Settecento
Opuramènt’/opure/pure oppure, invece, ovvero, altrimenti
Òr’ oro; anche ora, adesso. Tèn’ ‘i màn’ r’òr’ = ha le mani d’oro
Oramài ormai, già
Orbàc’ (dall’arabo al-bazz = tela, stoffa) tessuto di lana grezza, non sgrassata, impermeabile; nel periodo fascista fu utilizzato per confezionare la giacca dell’uniforme 
e finì per indicare l’uniforme stessa; anche antico nome dell’alloro
Orciuòl’ (dal lat. urceolus dim. di urceus = orcio) orciolo: recipiente per contenere vino, olio, ecc.
Òriva/òrva muletta, intestino cieco del maiale che viene riempito di salsiccia o di strutto; anche orbo, cieco
Orfanèdda orfanella
Organètta armonica a bocca
Organètto fisarmonica diatonica
Ornamiènt’ ornamento, abbellimento, fregio
Òrribul’ orribile, spaventevole
Ortulàn’ ortolano, chi coltiva ortaggi
Òrv’/òrb’ orbo, cieco
Òrza nelle navi a vela latina, il cavo fissato alla trozza (o carro) dell’antenna per portare la vela sopravvento; lato della nave dove arriva il vento = sopravvento. In marina, governare una nave, specialmente un veliero, in modo da portare la prua ad avvicinarsi
alla direzione del vento
Orzàta/urzàt’ latte di mandorla. In passato era una bevanda preparata con orzo germogliato, schiacciato e fatto sciogliere nell’acqua; il succo estratto veniva saturato con zucchero per conservarlo, e diluito con acqua per l’uso. In maniera casereccia l’urzàta si preparava con i semi dolci dei noccioli di albicocche (l’òss’ ‘i spèrg’)
Òsem’/uòsem’ odorare, fiutare; presentire (v. uòsem’)
Òtt’ e nòv’ (fòr’ maluòcch’) otto e nove vada fuori da me il tuo fascino di male augurio. Otto e nove secondo la numeralogia popolare erano simboli fallici propiziatori. Il 9 è il primo quadrato di 3, che è un numero dispari e perfetto. L’8 è il cubo di 2, numero
pari. Il primo è generativo quando si congiunge col secondo, in altre parole i due numeri rappresentano una simbologia sessuale degli organi della generazione esono quindi il simbolo della vita. Da ciò la formula augurale.
Ottata dottato: varietà di fico domestico in grado di fiorire e fruttificare due volte in un anno (bifera). È la varietà più pregiata per seccare ed è molto coltivata a questo scopo
Òva uova
Òva ‘i gàdd’ uova di gallina fecondate
Ovarìn’ rizomi sotterranei delle canne comuni, del bambù, del sorgo selvatico, ecc. (si utilizzavano nella preparazione del presepe)
Ovaròla gallina che fa le uova
Ovèr’/uvèr’ davvero, veramente; vero
Òv’ vilinùs’ ovulo malefico, fungo velenoso
Ovidduòcch’/uvidduòcch’ eccolo là, vicino a te
Òvulu (dal lat. ovulum da ovum = uovo con ulteriore suffisso diminutivo e aferesi) ovulo (fungo)