R
Rà/dà dare, donare, porgere
Rácchiu (dal lat. raculum, greco rakos = grappolo rachitico) brutto, sgraziato; femm. racchia
Raccumànn’ raccomando, rimetto, affido; sollecito
Raccumannàt’ raccomandato, affidato, segnalato, consigliato, suggerito
Raddizzà raddrizzare, drizzare, mettere dritto
Rafanièdd’ (dal greco rafanos) ravanello
Rafèl’ Raffaele
Ràffia (dal greco ῥαφή/rafe = cucitura) rafia, fibra vegetale (serve per legare)
Raffruntà paragonare, raffrontare, comparare, accostare
Ragà (dal gotico riken = trascinare con sforzo o dal greco regnumi =
abbattere, in senso personale (termine omerico) trascinare i
piedi, portare, trasportare, portare con fatica
Ràganu rantolo, termine riferito ad un respiro affannoso, asmatico, che
produce un suono caratteri-stico; fischi, rantoli, borbottii prodotti
da vie aeree raffreddate ammalate da bronchite cronica
Raganièdd’ sibili, fischi causati dal catarro; raganella
Raganùs’ affetto da bronchite, che ha i bronchi intasati
Ràggia (dal lat. tardo rabio, classico rabies o franc. rage) rabbia, furore,
ira, collera, stizza; anche invidia, avversione
Raggiarìa è la vivacità eccessiva tipica dei bambini e dei fanciulli, definiti
“arraggiàti”; anche sensazione dolorosa e fastidiosa
Raggiùn’ ragiona, riflette, argomenta; anche ragione, pretesto, diritto,
giustizia
Ràgh’ (dal lat. ravis = raucedine) rantolo, affanno, respiro affannoso
Raglià ragliare, emettere ragli; anche canto eseguito male, stonato
Ràgn’ (dal lat. tardo araneus per il classico aranea = ragno, dal greco
antico arachne) ragno
Ràngh’/ràng’ granchio; Fossa del Rango, toponimo di località di Paola
Ragnatìla (composto di “ragno” + “tela”) ragnatela
Ràja (dal lat. raia) razza bianca (pesce)
Ferruccio Filippo e G. Mario Minniti
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Rallògg’/rillògg’ (dal lat. horologium, greco hōrológion = che dice, che annuncia
l’ora) orologio
Ràm’ (dal lat. tardo aeramen, der. di aes) rame
Ramàgl’ ramaglie, insieme di rami d’albero secchi
Ramètta lattina, barattolo o piccolo recipiente di rame
Ramiètt’ recipiente, contenitore di latta
Ramigiàn’ (dall’arabo damagan, francese dame-jeanne = lett. “signora
Gianna”) con rotacismo; damigiana
Ràmm’ dammi
Rampìn’ (dal germanico rampe) dente del ferro da cavallo; anche ferro
uncinato
‘Ràn’ aferesi di grano
Rangiàta aranciata
Ràncitu (dal lat. rancidus) rancido, alterato, andato a male, avariato
Rànn’ (dal lat. damnum) danno; anche grande
Rànnu (mi) mi danno, mi perdo d’animo; anche danno
Rannàt’ dannato, condannato all’inferno; anche male-detto
Ranunchjùlu/granunchjulu (dal lat. ranùnculam) ranocchio, rospo
Ràp’ apro/i; anche le infiorescenze a cima, “cime di rapa” (sî ‘nu
vruòccol’ ’i ràp’: stupido, ottuso, tonto, babbeo)
Rapìre (dal lat. aperio -ire) aprire; anche rapire
Ràppa (dal gotico rappa) ruga, crespa, piega, grinza (sì tùtt’ arrappàt’
= sei tutto una ruga)
Rappiézz’/arripièzz’ rappezzo, rammendo; per traslato rimedio alla buona
Ràrica (dal lat. radix, radicis il volg. radica, greco rhádix = ramo)
radice, radica (‘stà ràrica = un bel niente)
Rarrièt’/darrièt’ che sta dietro; anche andare, camminare, passare dietro
Ràs’ (dal lat. rasus = raso) colmo, pieno fino all’orlo, a livello
Ràsa colma fino al bordo; anche angolo, bordo, parte, cantuccio, lato
(mìntat’ a ‘na ràsa)
Ràsa-ràsa colma, piena sino all’orlo; anche camminare radente al muro (a
Ferruccio Filippo e G. Mario Minniti
409
ridosso) o al bordo della strada
Rasc_scà (dal lat. ràsus o spagn. rascar) raschiare, grattare, graffiare
Rasc_scatìn’ graffio, grattata
Rasc_scùn’ graffio inferto con le unghie
Rasènt’ radente, sfiorante; vicino
Rasentà rasentare, sfiorare
Raspá (dal lat. rostrum = grugno, muso di qualsiasi bestia) il fiutare
del
cane che si estende anche agli altri animali, quando si accorgono
della selvaggina vicina o passata vicino. Lavorare con la raspa;
grattare
Ràspe/Vinàzza/u (‘i rasp’) vinacce; insieme di raspi, bucce e vinaccioli che
si ottengono dopo la torchiatura
Raspùs’ ruvido, grezzo, che gratta; scabroso
Ráss’/arràss’ dal lat. volg. radiare = eliminare, dal franc. radier = radiare,
altra ipotesi, arabo harascia = allontanare) lontano (arrassusia
= lontano da noi; arrassare = allontanare)
Rastrièdd’/grastièdd’ rastrello, tirabrace, arnese per tirare o togliere le braci
dal forno
Rasùl’ dall’it. “rasoio”, derivante dal lat. rasorium da ràdere = rasare)
rasoio; anche paletta, raschietto in legno o metallo per pulire la
madia; coltello affilato utilizzato dalle massaie per tagliare la
pasta, dai calzolai per tagliare il cuoio e dai fabbri-ferrai per sagomare
gli zoccoli degli animali
Ràt’ dato, donato
Ratìglia/gratìglia (dal lat. craticula) graticola
Rattà (dal germ. krattōn) grattare, fregare, raschiare, raspare, sfregare
Raù (dal franc. ragout) ragù, sugo a base di carne
Ravànt’ davanti, innanzi
Razàt’ alzato, sollevato, issato
Ràzza razza, stirpe, famiglia originaria
Razzìma (dal franc. antico racine, derivata dal lat. radicìna = piccola
Ferruccio Filippo e G. Mario Minniti
410
radice) barbata delle piante; anche famiglia, stirpe, discendenza,
genìa
Rèbbit’/dèbit’ debito/i, denaro dovuto; anche dovere, obbligo
Rebbricà replicare, ripetere, tornare di nuovo a fare
Rèc’ dieci
Rècchia/rìcchia orecchio (v. rìcchia)
Recìna decina; antica unità di misura di superfic ie usata prima dell’adozione
del sistema metrico decimale, equivalente a 69,986 mq;
anche tributo, con riferimento a vecchi sistemi di tassazione.
Nella Bibbia, la decima (in ebraico ma‛ăśêr, in greco dekatē)
era la tassa imposta ad agricoltori e allevatori di bestiame della
decima parte dei prodotti del suolo e del gregge per sostenere i
Leviti e i sacerdoti (Levitico 27,30-3)
Re(i)clàm’ (dal lat. reclamare, propr. “gridare contro”, franc. réclamer)
annuncio pubblicitario, pubblicità; anche reclamare, lagnarsi
(per, di), lamentarsi (per, di), protestare, rimostrare
Refàtt’/rifàtt’ sansa, residuo della spremitura e della torchiatura delle olive
dal quale si ricavano un olio di bassa qualità e altri derivati
secondari; anche rifatto, ricostruito
Reganà/riganà condire con l’origano
Reggipiètt’ reggipetto, reggiseno
Regginèll’ tipo di pasta lunga, simile alle fettuccine e dal bordo ondulato
Règhim’/règum’ (v. rèum’) reumatismo, reuma
Règlia/règljia (dal greco rhégma = frattura; v. anche il lat. reliqua = scheggia,
resto) frammento, scheggia, scaglia, pezzetto di legno o canna
Règl’-règl’ spaccare tutto, ridurre in scaglie
Règula regola, norma, principio, metodo, prassi
Rèja regge, dura; anche idea, intenzione
Rèjere reggere, sostenere qualcosa; durare nel tempo
Rèliu Aurelio
Rèma/rìma (dal lat. rheuma = flusso, corrente) corrente dell’acqua del mare
prevalentemente orientata in direzione nord/ovest o sud/est
Ferruccio Filippo e G. Mario Minniti
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Rènn’-rènn’ (dal lat. haerens, haerentis = aderente) rasente-rasente, rasentare,
sfiorare, lambire, camminare sull’orlo
Rènna (dal lat. reddere) che rende; anche restituisce
Rènnere (dal napoletano “rennitùra” = il latte che dà la vacca dopo la poppata
del vitello, scesa del latte) rendere, fruttare; anche restituire;
ridare
Rènnita rendita, entrata
Rèntice dentice (pesce)
Rentùzz’/rintùzz’ dentino (camìna ‘u perùzz’ e màngia ‘u rintùzz’)
Rènz’ (rènz’-rènz’) (dal lat. haerere = aderire) andare di lato, di fianco; a sbiescio,
a sghimbescio; anche Renzo, Lorenzo
Renzià agire o camminare in modo poco lineare
Requamatèrna/requiamaterna (dal lat. requiem aeter-nam) orazione per
i defunti
Rèquia/e riposo, calma, quiete (‘u tèn’ rèquie = sempre in movimento)
Requie scàrp’ volgarizzazione del latino requiescat in pace = riposa in pace.
Si ripete spesso nel linguaggio comune, parlando di un morto
e anche, con tono ironico, di persona che allontanandosi da una
compagnia non lascia rimpianto
Rèri/rèdi (dal lat. heres-edis) eredi
Rèscere uscire; anche riuscire
Rèscia esci/e; anche riesce
Rescicòrna lumaca, chiocciola. Curiosità. In estate, dopo un improvviso
temporale, comparivano sui muretti lungo le strade, sui tronchi
degli alberi o sui fiori ‘e maruzze (lumachine, dette anche
vavalùc’): noi ragazzi ci divertivamo a prenderle e, tenendole
tra pollice e indice oppure sul palmo della mano, aspettavamo
che uscissero dal guscio incoraggiandole con questa filastrocca:
Rèsc’, rèsc’ còrna/ca màmmita ti scorna/ti scorna ‘ncàp’
(o sùpa) a l’àstrich’/e fa ‘u fìgl’ màsculu fino a che mostravano
le loro cornicelle
Rèst’ rimango, mi fermo
Rèsta (dal lat. arista = spiga) treccia; si dice di un’infilata di peperoFerruccio
Filippo e G. Mario Minniti
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ni o peperoncini rossi, di aglio, di cipolla ad un filo di canapa
messa ad essiccare al sole; anche rimani, fermati
Restatìn’ rimasuglio, rimanenza, avanzo
Retipùnt’/rièt’pùnt’ retro-punto o punto indietro: si esegue infilando l’ago
dietro il punto da cui esce il filo del punto precedente
Rètt’ ascolto, presto o do attenzione
Rèum’/règum’ (dal greco rheyma, lat. rheuma = flusso, corrente, per la variabilità
dei dolori artritici) artrosi, reumatismo
Ri sùtt’/di sùtt’ di sotto, più in basso
Riàvul’ diavolo, demonio, maligno, satanasso
Riavulìedd’ confettini colorati (dolci); anche peperoncino piccante
Ribèll’ chiasso; manifestazione rumorosa di dissenso, rivolta
Ribusciàt’/dibusciàt’ (dal franc. débauché = dissoluto) con rotacismo; debosciato,
trasandato, sregolato
Rìc’ dice, dici
Ricanuscère riconoscere, essere riconoscente
Rìcc’ riccio; truciolo, ricciolo di legno; anche avvolto su se stesso
Rìcchia/arìcchia (dal lat. volgare oricla, classico auriculam, spagn. orejón)
orecchia/o. Approfondimento. A Paola è diffusa l’opinione che
rècchia e i suoi derivati, tra cui ricchiùne, derivino dal termine
spagnolo orejón, che prese piede nel XVI secolo, quando molti
dei marinai che sbarcavano dalle navi di ritorno dalle Americhe,
sopratutto del Sud, si distinguevano perché portavano orecchini
d’oro pesanti e vistosi. Si diceva che, a causa della lunga permanenza
in mare, si fossero abituati ad avere rapporti sessuali
tra loro, sostitutivi di quelli con le donne; poi, col tempo, il termine
divenne sinonimo di omosessuale in senso più ampio.
Carlo Iandolo, uno dei massimi studiosi della lingua napoletana,
parte invece dal greco orkhi, che indica la strozzatura dei testicoli
e si trasforma in ‘orkhis, da cui il latino volgare oriclus e il
napoletano ricchione (accrescitivo-dispregiativo). I paolani, per
indicare senza parlare un effeminato, si toccano un orecchio co -
me a scuoterlo leggermente perché “si dice” che gli omosessuali
Ferruccio Filippo e G. Mario Minniti
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tènin’ ‘a pùrvira sup’ ì rìcch’
Ricchjìn’/gruicchjìn’ orecchini
Ricchjìn’ r’a Marònna sonaglini maggiori(Briza maxima) I Sonaglini Maggiori
è una specie vegetale che cresce in prevalenza nei terreni
incolti. Si riconosce senza ombra di dubbio per i suoi fiori di
piccole dimensioni, raccolti in spighette dall’aspetto molto caratteristico.
Questi Sonaglini crescono, spontanei, nel mese di
maggio, proprio il mese della Madonna.
Ricchiùn’ parotite, orecchioni; anche omosessuale, gay
Ricchìzza ricchezza (‘a ricchìzz’ è cum’ ‘u cruop’, ammunziddàt’ puzz’)
Ricciarèdd’ ricciolina, dai capelli ricci
Ricciòla pesce leccia, bastarda, ricciola
Ricèmbr’ (dal lat. december –bris, mensis, der. di decem = dieci; decimo
mese nell’antico calendario romano) dicembre
Ricètt’ ricetta, prescrizione
Rìch’ Enrico; anche dico
Rìcere/dìcere (dal lat. dicĕre) dire
Ricessètt’/riciassèt’ diciassette; guaio, disgrazia, nella numerologia della
smorfia
Richiàm’ richiamo; anche uccello vivo usato da richiamo per attirarne
altri
Rìcica/dìcica si dice che, si dice in giro
Riciètt’ (dal lat. receptus = ricovero, rifugio) riposo, quiete, pace (òji ‘u
truòv’ riciètt’ = oggi non trovo pace); riparo, rifugio; ospitalità;
toponimo di località pedemontana a nord-est di Paola
Ricimmìll’ dimmelo
Rìcin’ olio di ricino; anche dicono
Ricircà (dal franc. rechercher = gradire) ricercare; anche piacere, soddisfare
bisogni o necessità (mi ricìrca ‘nu cafè = gradirei un
caffè)
Riciuòppul’ (dal lat. tardo racimus, class. racēmus) ciascun rametto del grappolo
della vite, a sua volta ra mificato nei peduncoli fiorali, parte
Ferruccio Filippo e G. Mario Minniti
414
del grappolo d’uva, raspo, peduncolo, piccolo grappolo
Riclàm’ (dal lat. reclamare = gridare contro, deriv. Di clamare = gridare)
reclamo, lagnanza, lamentela, protesta
Ricòdda (dal lat. collis = collina, colle, altura) terreno da pascolo; toponimo
di località montana di Paola - contrada tra Bertini e Valle
Scirocco
Ricògl’ si ritira, rincasa, torna; si raccoglie
Ricògliere (dal lat. recolligere = raccogliere) raccogliere, radunare; ritirarsi,
tornarsene a casa; rincasare
Ricoglitìn’ rimasuglio, raccogliticcio, avanzo
Ricòta ritirata, ritornata a casa; raccolta
Ricott’ (dal lat. recocta = cotta due volte) ricotta
Ricquèst’ riserva, approvvigionamento
Ricràm’ (v. riclàm’)
Ricramà reclamare
Ricrià (dal lat. recreàre = ristorare) gioire, rallegrare, provare piacere,
godersi la vita, dilettarsi; anche ricreare, creare di nuovo
Ricuògl’ ritorno; raccolgo
Ricuònch’ luogo difeso dal vento e dal freddo, ricovero, riparo; luogo appartato,
nascosto, fuori mano, isolato; per traslato riunione di
brutti ceffi
Ricuòrd’ ricordo, memoria, reminiscenza
Ricuòtt’ (dal lat. decoctum da decoquere = cuocere) decotto, infuso
Ricuòver’ ricovero, luogo in cui rifugiarsi
Ricurdàt’ ricordato (òji è ‘nu juòrn’ ricurdàt’ = oggi è un giorno ricordato
in cui è successo qualcosa particolarmente importante)
Ricuttàr’ ricottaio, produttore o venditore di ricotte. Curiosità. ‘U ricuttàr’
è, in modo molto semplice e diretto, colui che si procura di
che vivere attraverso lo sfruttamento della prostituzione, ossia
il lenocinio: sinonimi del termine sono “protettore” e il volgarissimo
“pappone”. Dalla parola ricuttàr’ è derivata, successivamente,
l’espressione fà ‘i ricòtt’ (fare le ricotte), che con il forFerruccio
Filippo e G. Mario Minniti
415
maggio a pasta molle omonimo non hanno nulla da spartire (a
parte la somiglianza fonetica); infatti riguarda la gestione della
prostituzione
Ricuttèdd’ grespino spinoso (Sonchus asper) o grespino comune (Sonchus
oleraceus). Ottima pianta commestibile allo stato giovanile,
cruda in insalata e mista ad altre erbe di campo, oppure lessata
e usata quale contorno, condita con olio e limone o passata
in padella. Questa pianta veniva impiegata in erboristeria per
le sue proprietà depurative, diuretiche, epatodetossicanti e soprattutto
per la sua azione coleretica (stimola la bile), ma oggi
è quasi completamente trascurata. La radice si usava, una volta
tostata, quale surrogato o miscellanea per il caffè (v. ciofèca)
Ridìtt’ ridetto
Rièms’/mirricùl’ (v. murricùl’)
Riènn’/rènn’(a) in cambio, a buon rendere; scambio di prestazioni d’opera
tra contadini
Riènt’/diènt’ denti; anche rilievi, sporgenze
Riénza (dal lat. aures praebeo) (dare riénza) dar retta, ascoltare; dare
udienza
Rièpul’ lepre, leprotto
Rièst’ resto, quello che rimane
Rièt’pèd’ pedinare qualcuno, pedinamento; anche andare all’indietro, passo
indietro
Rièt’pùnt’/retipùnt’ retro-punto o punto indietro (si esegue infilando l’ago
dietro il punto da cui esce il filo del punto precedente)
Rietìch’ eretico, ateo, miscredente
Rifàtt’ (v. refàtt’) sansa; anche rifatto
Rifètt’ difetto, imperfezione, deformità; anche mancanza, carenza,
lacuna
Rìffa tipo di lotteria privata con premi non in denaro ma in oggetti di
valore, che si assegnano mediante sorteggio di numeri
Rifilià rifilare, tagliare a filo, raffilare, pareggiare margini o contorni,
rifilare un panno; rifilare una lamiera; in legatoria rifilare un liFerruccio
Filippo e G. Mario Minniti
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bro; rendere più compatti; affibbiare, appioppare, sbolognare;
anche affilare una lama
Rifinà raffinare, far decantare
Rifriddà raffreddare
Rifriscà/difriscà (dal longob. frisk) raffreddare, refrigerare; anche alleviare
(rifriscà l’àrm’ r’u Purgatòriu! o Priatoriu = rinfrescare, alleviare
le pene delle anime del Purgatorio
Rifriscàta rinfrescata, sul far della sera (ni virìmi a la rifriscàt’); reso fresco
dalla pioggia o da un bagno
Rifrìsch’ situazione spiacevole, doccia fredda; anche sensazione di sollievo;
anche suffragio alle anime del Purgatorio
Rifùgg’ rifugio, ricovero, riparo; nascondiglio; anche eremo, tana; sostegno,
conforto, consolazione
Rifùnnere (dal lat. refundere = versare di nuovo) rifondere, risarcire; rimetterci;
aggiungere, riversare
Rifùsa (dal lat. refusio = versamento) aggiunta, integrazione, restituzione,
risarcimento
Rìga bacchetta di legno che veniva usata, una volta, dai maestri di
scuola elementare detta zà Ròsa
Rigàl’ regalo, dono
Rìgan’ (dal lat. origănum o origănus) origano
Riganàta condita con origano
Riggìr’ abilità, sapersi muovere, fare la cosa giusta
Rigìna (dal lat. regīna, der. di rex- regis = re) regina
Riguàrd’ riguardo, rispetto, deferenza
Rigumà (dal lat. rumigare) rimuginare, pensare a lungo, borbottare; anche
ruminare
Rijhatà (dal lat. reflare) rifiatare, respirare
Rijìdd’ (dal lat. regulus = basilisco, essere fantastico mostruoso e malefico)
fantomatico serpentello che si crede velenosissimo
Rijùn’ digiuno, affamato; anche ignorante, impreparato
Rijunà (dal lat. tardo ieiūnare) digiunare, non mangiare
Ferruccio Filippo e G. Mario Minniti
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Rijunièdd’/mazzacòrd’ involtini di interiora di agnello o capretto: piatto tipico
della cucina povera calabrese. L’origine della ricetta delle
mazzacorde alla cosentina si perde nella notte dei tempi, tempi
in cui dell’agnello o del capretto non veniva scartato niente; la
preparazione consiste nell’avvolgere le budella di agnello o capretto,
lavate precedentemente in acqua e sale, attorno ad un
pezzetto di trippa con all’interno un ciuffo di prezzemolo e cucinarle
direttamente sulla brace o in umido
Rijuòl’/riùl’ orzaiolo, foruncolo in prossimità della palpebra
Rìlich’/dìlich’ magro, delicato, gracile, cagionevole di salute
Rilicatèdda delicata, esile, gracile, fragile
Rilìtt’ delitto; anche relitto
Rillògg’ (v. rallògg’) orologio
Riluggiár’ orologiaio, gioielliere
Rilùviu/dilùviu diluvio
Rìma/rèma corrente dell’acqua del mare prevalentemente orientata in direzione
nord/ovest o sud/est
Rimanì rimanere, restare
Rimasùgl’ rimanenza, fondo di magazzino, giacenza, avanzo
Rimbambìt’ confuso, rimbambito, rimbecillito
Rimèriu (dal lat. remedium, der. del tema di medēri = medicare, curare)
rimedio, farmaco, medicamento, medicinale
Rimèrta/dimerta (r/dimertu) sventurata, senza speranza, derelitta, disprezzata
da tutti; anche sciattona, disordinata. In sintesi, “rimerta” è
un termine che descrive una persona in una condizione di grande
miseria e abbandono, sia materiale che spirituale (è rimàsta
sùla e senza rimèrta).
Riminamiènt’ movimento (riminamiènt’ ‘i stintìn’ = gorgogliamento, rumore
degli intestini
Riminìa rimescola, gira, rimesta, agita
Riminià/riminà rimescolare, mescolare, voltare, dimenare, rimuginare, agitare
(gìra vòta e rimìna tièn’ sèmp’ tu ragiùn’)
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Riminìzz’ muoversi di continuo, inquietudine, agitatazione, irrequietezza
Rimiriá (dal lat. remediare, da remedium = rimedio) rimediare
Rimmuràt’ chiasso, rumore, frastuono, baccano
Rimòniu/dimòniu (ant. e poet. “dimonio”, dal lat. tardo daemonium, greco
daimónion) demonio, persona malvagia, diavolo
Rimpaccià rinfacciare; sgridare, rimproverare
Rimpiètt’ difronte, davanti, di faccia, dirimpetto
Rimpuòrz’ rinforzo, consolido, fortifico, potenzio
Rimpurzà rinforzare, rafforzare, consolidare, fortificare
Rimuddà rammollire, ammorbidire, mettere a mollo
Rìn’ rene; anche fianco, schiena; anche Guerino
Rìna (dal lat. harena) sabbia; anche spiaggia
Rinàcchjiu (dal lat. hărēnācĕus = luogo sabbioso, di sabbia) terreno sabbioso;
secca arenosa del fiume; toponimo di località: era un torrente
di Paola, presso Sant’Agata, ora divenuto via Melissa
Rinàl’ (dal lat. urina) vaso da notte, orinale
Rinàr’ soldi, denari. Rotacismo della d molto comune nel dialetto
paolano
Rìnch’ riempi (ti rìnch’ ‘i rìcch’ (‘u cùl’) i scàrp’ vècch’/rùtt’ = fare
false promesse)
Rìnchiere riempire, colmare; farcire
Rinchìja riempiva
Rincìgl’/runcìgl’ falce, roncola per la potatura, ferro adunco, ronciglio
Rincrìsc’ (dal lat. increscere = sovrastare, crescere oltre misura col significato
di opprimere, rendere incapace, bloccare) mi secca, mi
scoccia, mi duole; voglia di fare niente
Rincrisciùs’/‘ncrisciùsu accidioso, avere avversione per il lavoro, abulico,
apatico; anche fiacco; indolente, negligente, pigro, svogliato,
tedioso, senza voglia
Ringràziu ringraziamento
Rìnnina (dal lat. hirundo, hirundinis = rondine; franc. hirondelle)
rondine, rondone
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Rinninèdd’ ‘i màr’ (lat. scient. Exocoetus volitans) pesce volante, pesce
rondine
Rinninèdda (dal lat. hirŭndo –dĭnis) rondinella
Rinninià (da rìnnina) amore, amore fraterno; leggerezza, leggiadria;
anche libertà, indipendenza.
Approfondimento. La rondine è da sempre un animale legato
a una forte simbologia che varia in base al luogo e alla cultura.
Significati antichi:
• Antico Egitto
Per gli egizi rappresentava il “Ba”, ovvero l’anima purificata
ed era sacra alla dea Iside. Nell’antico Egitto erano convinti
che il defunto, nell’aldilà, si mutasse in una rondine. Anche la
dea Iside stessa, secondo una leggenda, si trasformava la notte
in rondine per girare intorno al sarcofago di Osiride.
• Antica Grecia
Nella mitologia Greca la rondine era sacra agli Dei protettori
della casa e ad Afrodite, la dea dell’amore. Esopo, inoltre, narra
molte favole con protagonista questo animale.
• Per Shakespeare
In molte opere del poeta la rondine era utilizzata per indicare la
lussuria e la passione, è citata anche in Macbeth ed elogiata per
la sua capacità di costruire nidi in tutti i luoghi e trasformarli in
una feconda casa dove crescere molti piccoli.
Significati moderni:
- Spirito libero
La rondine è considerata l’emblema della libertà perché è un
uccello che non può essere addomesticato e non vive in gabbia.
- Amore fraterno
Simboleggia l’amore fraterno perché le rondini sono solite
aiutarsi a vicenda in caso di neces-sità e pericolo.
- Amore materno
La rondine cura in maniera molto dolce i suoi piccoli. Per questo
motivo simboleggia l’amo-re che una madre prova nei confronti
del figlio.
Ferruccio Filippo e G. Mario Minniti
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Inoltre questo uccello costruisce minuziosamente e con molta
dedizione il suo nido esattamente come l’uomo fa con la sua
casa. Simboleggia l’unione della famiglia, il nucleo e appunto
il nido, luogo sereno dove fare ritorno.
- Protezione
Data la sua attinenza con il mondo del mare e dei marinai, la
rondine è vista ancora oggi come un simbolo di protezione e di
buona fortuna.
- Voglia di viaggiare
Infaticabile migratrice, la rondine viaggia per tutta la sua vita,
spostandosi alla ricerca dei luoghi migliori dove trovare cibo e
riparo.
Simboleggia la voglia di viaggio e scoperta, l’impulso a partire
e a fare nuove esperienze
Rinnùt’ reso, ridato, restituito
Rìnta/dìnta dentro, all’interno
Rinticàta/dinticàta morso, dentata
Rintaglià ritagliare. Incrocio dei verbi “ritagliare” e “intagliare” da tagliare”
tratto dal francese antico tailler che proviene dal lat. tardo
taliare = da talea
Rintrunàt’ rimbombato, rintronato, frastornato, intontito
Rintùzz’ piccolo dente
Ripàr’ riparo, rimedio, difesa
Ripiglià riprendere, riaversi
Ripintìn’ repentino, fulminio, improvviso, inaspettato
Ripizzà rattoppare, rappezzare
Ripricà (dal lat. replicare) replicare, ripetere, ribadire; ribattere, opporsi
Ripùnere depositare, sedimentare, decantare
Ripuòs’ riposo, sosta; tregua
Ripusà (dal lat. repausare) riposare, rilassarsi, oziare
Riquèst’ provvista, scorta, riserva
Rìrere (dal lat. ridēre) ridere
Ferruccio Filippo e G. Mario Minniti
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Rìs’ risate, sorriso; anche riso
Risagliùt’ risalito; aumentato, rincarato
Risbiglià/rispiglià (dal provenz. ant. esvelhar, franc. ant. esveillier, che è il
lat. pop. exvigilare per il class. evigilare, comp. di e(x)- e vigilare
= vegliare) svegliarsi, destarsi; alzarsi
Riscìa usciva
Riscignuòl’ (dal lat. parlato lusciniolus) con rotacismo: usignolo
Riscìm’/discìm’ usciamo
Riscipùl’ discepolo, apprendista
Risco(u)rdà (dal lat. tardo dementicare, der. di mens mentis = mente) dimenticare
Riscràzia disgrazia, avversità, malasorte, sciagura
Riscraziàt’ disgraziato; poco di buono
Riscuòrd’ dimenticatoio, scordato da tempo, che non ha ricevuto la giusta
attenzione: è jiùt’ a lu riscuòrd’
Riscurdàt’ dimenticato
Riscùrs’ (dal lat. discursus -us) discorso, argomentazione
Risicá/arrizicá rischiare; giocarsi
Risicàt’ a malapena, rischiato
Rìsich’ bordo, margine
Rìsich’ rìsich’ appena-appena, faticosamente; anche sull’orlo, rischiando
molto
Risidirà desiderare, anelare, aspirare
Risìgn’ progetto, piano, disegno
Risìm’/resìm’ ci risiamo, sempre la stessa storia
Risimiglia assomiglia, somiglia
Risimòglia (dal lat. remansum = rimanere) rimanenze, rimasugli, scarti,
avanzi
Risintùt’ risentito, indispettito, offeso, sdegnato
Risìpula (dal greco erysípelos = propriamente “arrossamento della
pelle”) erisipela, infiammazione acuta della pelle
Rìspar’ (dal lat. tardo disparĭtas-atis, der. di dispar = disuguale) dispari
Ferruccio Filippo e G. Mario Minniti
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Rispiràt’/dispiràt’ disperato, angosciato, afflitto, sconfortato
Rispiàc’ dispiace, rincresce, duole
Rispiglià (dal lat. expergiscor) svegliarsi, risvegliarsi, destarsi
Ri o di sprègg’ dispetto, sfregio
Rispirazzión’ (dal lat. desperatio -onis) disperazione, angoscia, sconforto
Risprènn’ risplende, brilla, luccica
Risprigà/disprigà fare alla svelta, muoversi, sbrigare, liberarsi da un impiccio
(risprìgat’ ca pièrd’ ‘u trèn’ = sbrigati che perdi il treno;
quann’ mi risprìgh’ viègn’ = quando mi sbrigo vengo)
Rispùnn’ rispondi/e
Rissapìt’/dissapìt’ insipido, sciapo, insapore; anche insignificante, banale,
insulso
Ristà (dal lat. restare, der. di stare) rimanere, restare
Ristìn’/distìn’ (dal lat. destinare) destino, fato (‘u mal’ ristìn’ = una cattiva
sorte)
Ristinàt’ destinato, dato in sorte; devoluto; anche indirizzato, attribuito
Ristrùtt’ (v. strùggia) distrutto, annullato, demolito, abbattuto
Ristùcc’ (dal lat. arista + stipula = resta della spiga + stoppia) stoppia,
ristoppia, parte della paglia che rimane sul campo dopo la mietitura
Risuòrv’ risolvi; decidi
Rìt’ (dal lat. ritus -us, affine al greco ἀριϑμός = numero) rito, culto,
cerimonia; prassi, procedura, consuetudine; anche Margherita,
Rita
Ritiègn’ ritegno, scrupolo, esitazione, remora; anche chiusa, oggetto che
blocca l’ingresso dell’acqua nell’acquaio
Ritirà tornare a casa, ritirarsi, rientrare; recedere, ripiegare
Ritràtt’ ritratto, fotografia; icona, immagine
Rìtt’/dìtt’ detto, proverbio
Rìtt’ ppì dìtt’ per sentito dire, te lo ripeto come mi è stato detto (rìtt’ ppi dìtt’
fìch’t’ frìtt’)
Rittàta (dal lat. mediev. dictamen, da dictare = dettare) nomea, dettame;
Ferruccio Filippo e G. Mario Minniti
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modo di dire, proverbio, motto
Rittùri (dal lat. doctor -oris = maestro, da docēre = insegnare) dottore,
medico
Rituòrn’ ritorno, rientro, ricomparsa
Riùn’/diùn’ digiuno, astinenza
Riunà/diunà (dal lat. tardo ieiūnare) digiunare, astenersi dal mangiare
Riunièdd’ interiora di animali da cucinare in manicaretti o spezzatini, le più
usate sono di capretto e di agnello (v. mazzacòrd’)
Rivàca riversa, svuota
Rivacà/divacà/sbacantá (dal lat. de+vacuare = svuotare) svuotare un recipiente,
scaricare, versare, evacuare, vuotare
Riventà diventare, divenire
Rivèrvir’ riverbero, riflessione della luce o del calore
Riviènt’ diventi; fai
Riviglià (dal lat. ri-vigilare = ritornare a essere sveglio) svegliarsi, destarsi;
alzarsi
Rivilà rivelare; denunciare la nascita di un figlio
Rivìn’ (dal lat. divinus, da divus > deus = dio) divino, sacro, celestiale,
paradisiaco
Rivirènz’ (dal lat. reverentiam) riverenza, ossequio; devozione
Rivizzièdd’ in genere piccolo uccello che sta tra i rovi; anche mangiare poco,
lentamente, malvolentieri; esortazione: ..e màng’, cchi ttièn’ i
rivizzièdd’?
Rivòrvaru (dall’ingl. to revolve = girare, con riferimento al tamburo girevole)
rivoltella, revolver, pistola
Rivòrziu (dal lat. divortium = separazione) divorzio
Rivòt’ devota; anche rigira, rivolta, capovolta
Rivrucà (dal lat. sepelire) seppellire, sotterrare, interrare
Rivùdd’ ribolle, rifermenta (rif. alle vinacce)
Rivùddere ribollire, bollire; anche fermentare (‘U vìnu àdda rivùdd’ cchiù
r’òtt’ juòrn’)
Rivuòch’ inumazione, tomba a terra
Ferruccio Filippo e G. Mario Minniti
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Rivuòt’ fermentazione: azione di trattenere più a lungo il mosto con le
vinacce nel palmento o tinozza per favorire al meglio la fermentazione
e ottenere così un vino più carico di colore; anche rivol -
ta, tumulto, disordine, fermento, confusione
Rivutà mettere in disordine; rivoltare, rigirare, capovolgere; anche rivoltare
lo stomaco, suscitare nausea
Rìzz’ (dal lat. erīcius) riccio; ondulato, crespo; anche truciolo
Rìzz’ ‘i castàgn’ riccio del castagno (achenio)
Rìzz’ ‘i piècur’ capolini di una pianta (Xanthium italicum e/o di Nappola italiana,
altrimenti detta mulunciàna sarvàggia”) che si attaccano
ai vestiti e alla lana delle greggi
Rìzza (dal lat. retia plurale di rete) rete; rete da pesca, tramaglio
Rìzzich’ rischio, azzardo, scommessa
Ròbba (dal germanico rauba = preda, veste) tutto ciò che ci appartiene,
panni, indumenti, possedimenti
Ròbba ‘i mancià roba da mangiare, cibo, alimenti, cibarie
Rocchifèll’ espressione “brocculina” per indicare un riccone (dal nome
John D. Rockefeller, ricco magnate americano, re del petrolio)
Rocchèll’/rucchètt’ (dal germanico rukka = rocca) rocchetto, rocchello
Ròcchia (dal lat. rotula = piccola ruota) cespuglio; macchia d’unto; zona
relativa a un qualcosa; combriccola, insieme di persone o cose;
anche piccolo appezzamento di terreno
Ròdda ruota, cosa rotonda; mola, macina; anche gomma di un veicolo
Rofanièdd’ ravanello
Ròglia doglia, dolore, mal di pancia/ventre
Ròla/dòla duole
Ronfà/runfà (dal franc. ronfler = russare) russare, ronfiare
Rònna (dal lat. dŏmĭna = signora, padrona, lat. volg. domna) donna,
femmina
Rònna ‘i l’acqua nella leggenda era una donna gigante padrona dei fiumi
e dei torrenti (Naiadi, ninfe fluviali). Curiosità. In paese si racconta
una vecchia storia. Nei torrenti, abitava a “Ronna i l’AcFerruccio
Filippo e G. Mario Minniti
425
qua” (Donna dell’Acqua), che era gigantesca, con un grosso
velo bianco e aveva la possibilità di camminare a cavallo sulle
due sponde del fiume. Questa, nelle notti particolarmente buie,
usciva dalla sua casa e camminava lungo i corsi d’acqua. Molti
giurano di averla vista, ed impauriti si rinchiudevano in casa.
Ancora oggi pare che la paura non sia scemata e chi vive da quelle
parti cerca di far ritorno a casa, prima di sera. Da:
http://www.comune.paola.cs.it/voci-citta/superstizioni/
Ròpp’/dòpp’ dopo, più tardi, in seguito, successivamente
Ròpp’rumànu dopodomani
Ròrm’ dorme, sonnecchia, riposa
Rosamarìn’ sardella, neonata, bianchetti di sarda o di acciuga; anche rosmarino
(dal lat. ros marinus = rugiada di mare, poiché cresce in
vicinanza del mare)
Rosìt’/rusìt’ varietà di lattario (fungo)
‘Ròssa afèresi di grossa
Ròta/dòta (dal lat. dos dotis, affine a dare come donum) dote; anche ruota
Rotacìn’ raganella o tric-trac: è uno strumento musicale, idiofono a suono
indeterminato, in legno, che produce suoni brevi e secchi
tramite la rotazione di una lamina flessibile che viene raschiata
da una ruota dentata fissata su un manico o una manovella
Rotamùnn’ capogiro, vertigine
R’u/d’u del
Rùa (dal lat. duos - masc. e duas - fem.) strada, via, vicolo; strada
nell’abitato: una strada fiancheggiata dalle due parti da case e
botteghe; anche due
Rùa nòva/àrga nòva/rùva nuova via, strada nuova; toponimo di località
nel centro storico di Paola (oggi via G. Valitutti)
Ruabòtt’/duabòtt’ doppietta, fucile a due canne, fucile da caccia
Ruàna (dall’arabo diwan) dogana; ufficio del dazio
Rùc’ dolce, zuccherato
Rùc’-rùc’/dùc’-dùc piano-piano, dolce-dolce, calmo-calmo (stà chiuviènn’
dùc’- dùc’ = sta piovendo calmo-calmo); anche garbo e tatto
Rucàt’ (der. di duca = doge) ducato (moneta d’oro e d’argento coniata
Ferruccio Filippo e G. Mario Minniti
426
sotto la giurisdizione del doge G. Dandolo. Il nome passò successivamente
a indicare le monete d’oro coniate in vari stati
italiani e stranieri), moneta napoletana
Rucchètta piccola roccia o rocca, rocchetta; toponimo di località di Paola -
via, rione Rocchetta, nel centro storico
Rùe-rùe andare strade-strade, gironzolare, girovagare
Rùdd’ cerchio in ferro; gioco consistente nel far roteare un cerchio con
un manubrio di ferro opportunamente ripiegato e sagomato
Ruddà ruotare, girare, rollare
Rùff’ Ruffo, marchesi di Fuscaldo e feudatari di Paola dal 1276 al
1342
Rùglia ruggito, latrato; anche urla, grida
Ruglià ruggire, latrare; anche gridare, urlare
Rùgn’/dùgn’ do; dono
Rùgna (forse dal lat. aerugo -gĭnis = ruggine, verderame) scabbia, rogna
Rugnùs’ non accondiscendente; anche con/pieno di scabbia
Rùie/rùa due
Ruìna rovina, fallimento, bancarotta, crack; anche crollo, distruzione,
disastro, sfascio
Rujihà/ujihà gonfiare, soffiare, riempire d’aria; anche ingigantire, darsi delle
arie, gasarsi
Rullé/rollé (dal lat. tardo rotulus, francese rouler) rotolo; ciocca di capelli
Rulùr’/dulùr’/duòl’/ dolore, fitta; anche sofferenza, angoscia, tormento
Rumàn’/dumàn’ (dal lat. tardo de mane, propr. “di matti-na”) domani
Rumànza (dal franc. romance (femm.), che a sua volta è dallo spagn. romance
(masch.) e dal provenz. romans, che risalgono all’avverbio
lat. pop. romanice) novella, fiaba, favola
Rumìnica (dal lat. tardo domĭnĭca (dies) = giorno del Signore) domenica
Ruminià ruminare, ripensare, riconsiderare
Ruminich’ Domenico, Mimmo, Nico
Rùmm’/rùmmo Rum, liquore della Giamaica ottenuto dalla distillazione del
Ferruccio Filippo e G. Mario Minniti
427
succo di canna da zucchero
Rùmmul’ trottola; anche rumore profondo e prolungato (tuono)
Rummulùsu oggetto, ciottolo, pietra tondeggiante ma asimmetrica
Rùmp’ sc_scatùl’/cugliùn’ rompiscatole, impiastro, inopportuno, seccatore
Rùmpere (dal lat. rumpère) rompere, sfasciare, danneggiare, scassare
Rumpimiént’/sc_scasciamiént’ rottura, rompimento di scatole
Rumùr’ rumore, fragore, frastuono
Rumuràta/rummuràta chiasso, baccano
Rùn’ dona, dà; anche dono
Runà/dunà (dal lat. dōnare, der. di donum = dono) donare
Rùnca (dal lat. runco) roncola, ronca, falcetto
Runcìgl’/rincìgl’ (dal lat. runcare = sarchiare) falce, roncola per la potatura,
ronciglio; ferro adunco
Runfià/rungià/ronfà (dal franc. regionale roncher> ronfler) russare, ronfare
Runzàn’ girano attorno, ronzano; affollano
Runzià girare attorno a qualcuno; gironzolare, passeggiare; corteggiare
Ruòcch’ Rocco; via San Rocco, toponimo di strada di Paola dal nome della
chiesetta a lui consacrata e poi divenuta fortino a difesa della
città, ubicata sul Piano delle Contese o Giancontese
Ruòcciul’ ricciolo di legno, truciolo; spiegazzatura; anche stringa, laccio
di scarpa in cuoio
Ruocciulìa lamentarsi sottovoce, borbottare
Ruòccul’ chiamare urlando (dùnic’ ‘na ruocculàta); anche lamento, lagno,
piagnucolio
Ruocculìa mormora, parla male, brontola, sparla
Ruòmmul’ (dal lat. rhumbus = oggetto rotondo) ciottolo, ogni oggetto di
forma circolare, onde il verbo arruommulàre = rotolare
Ruòmul’ tronco in legno duro (generalmente olmo) che serve per far scivolare
la “mola” del mulino quando la si deve sostituire
Ruònnula donnola
Ruòrm’/duòrm’ dormo, riposo
Ruorvicà/duorvicà (dal greco tiumbocoèo lat. obruo > orbuo > orvuo) sotterFerruccio
Filippo e G. Mario Minniti
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rare, seppellire
Ruòsulu/gilùnu dal nome dialettale della rosa canina = di colore rosa, per il
rossore della pelle infiammata a causa del gelo: gelone, pernione
Ruòsula attrezzo/strumento del maniscalco con lama tagliente che serve
per tagliare e pareggiare le unghie del cavallo prima di ferrarlo
Ruòt’ (dal lat. rota = ruota, cerchio) teglia circolare senza manico,
tortiera, tegame
Ruòtul’ rotolo, bobina
Ruozzulà (v. ruzzulà) rotolare; capitombolare, cascare, inciampare
Ruozzulùn’ ruzzolone, capitombolo
Rùpa (lat. rupes = rupe, roccia) roccia ripida, precipizio, balza rocciosa
ripida e scoscesa di un colle o monte. Toponimo di località di
Paola
Rùppiu/dùppiu (dal lat. duplum, francese arcaico doblet) doppio; spesso,
grosso
Rurìc’/durìc’ dodici
Rùrc’/dùrc’ dolce; anche di sapore dolce
Rurmì/durmì dormire, riposare, sonnecchiare
Rurmutèdd’/durmutèdd’ dormitina, pisolino, riposino
Rusàrìu rosario, coroncina; anche Rosario; chiesa
Ruscignuòl’ (dal lat. lusciniŏlus, dimin. di luscinius, lat. class. luscinia o
provenz. rosinhol) usignolo
Rusèdd’ (dal lat. russus = rosso) caldarroste, castagne arrostite; bruciata
Rusicà (dal lat. rosicare frequentativo di rodere) rosicchiare; sgranocchiare;
anche rosicare, provare invidia
Rusicachiuóv’ rodersi, rosicare, rodimento interno; anche avaro
Rusicacucchiàr’ lett. = rosica cucchiaio: è una persona talmente povera che
per sfamarsi gratta con i denti (rùsica) il mestolo di legno con
cui normalmente si girano sughi e minestre
Rusicamiènt’ brontolamento, rodimento intimo; anche sfregamento (mi sugn’
rusicat’ mmienz’ i cosc’)
Rusièdd’/russièdd’ (dal lat. russus = rosso) airone rosso (uccello)
Ferruccio Filippo e G. Mario Minniti
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Rusìt’/rosìt’ lattario delizioso (fungo)
Rusòliu (dal lat. mediev. ros solis = rugiada del sole) rosolio, liquore
poco alcolico che spesso si preparava in casa con l’alcol puro
che veniva aggiunto allo sciroppo di zucchero. Il colore e il sapore
erano dati dalla fialetta di estratto (Scerribrandi, Alchermes,
Strega, Duppiucummel)
Rùss’ rosso; anche russo; Russo, cognome paolano
Russìa (dal lat. russus = rosso) morbillo
Rutà ruotare, girare, roteare
Rutèdd’ rotella, girandola; oggetto piatto e circolare
Rùtt’ rotto; anche rutto
Ruttrìn’/duttrìn’ (dal lat. doctrinam) dottrina
Rutùnn’ rotondo, sferico; anche grassoccio, florido
Rùva antica misura di peso corrispondente a 75 kg., è un multiplo
dello “stuppièdd’” che vale esattamente 4,165 kg.; secondo
altre informazioni a Montalto Uffugo ‘na rùva vale o valeva
circa 35 kg; anche misura agraria corrispondente ad un tomolo
e mezzo. Detto: Ppi canùsc’ ‘n’amìch’ tà mancià ‘na rùva
i sàl’ = per conoscere un amico bisogna mangiare una grossa
quantità di sale
Ruviésc’ (dal lat. reversus) rovescio; voltato
Ruviètt’ rovo, spina
Ruvìna (dal lat. ruina) rovina, decadenza, fallimento; anche crollo,
caduta, tracollo
Rùzza (dal lat. aerugo, aeruginis = ruggine, verderame) ruggine, ossidazione
Ruzzàta/urzàta (dal lat. hordeata, ovvero “fatta con orzo”) orzàta, bevanda
rinfrescante di colore bianco opalescente. Curiosità. Con il passare
dei secoli, l’orzo germogliato è stato sostituito da altri ingredienti
vegetali, anche se il nome è rimasto per definire tutte
quelle bevande ottenute col medesimo procedimento. L’essenza
principale dell’orzata è invece estratta dal benzoino deacidificato
alla quale viene aggiunta essenza di vaniglia e fiori di aFerruccio
Filippo e G. Mario Minniti
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rancio. L’orzata si presenta sotto forma di sciroppo di colore
bianco lattiginoso da diluire in acqua fresca. Il sapore è in genere
considerato molto dolce. È anche utilizzata per aromatizzare
l’acqua dei ghiaccioli
Ruzzulà (da un verbo lat. rotulare = rotolare da rotula = rotella, incrociato
con “razzolare” frugare). Probabile origine germanica (longobardo
razz(j)an = razzolare) rotolare; precipitare; andare lungo
disteso per terra
Ruzzulùn’ cadere rotolando, precipitare; anche capriola